martedì, 9 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, rapiti dipendenti centrale nucleare a Zaporizhzia. Ue: “Sbloccare fondi banche russe per ripresa commercio alimentare”

L'esercito di Putin ha rapito tra domenica e lunedì scorsi 3 dipendenti della centrale nucleare di Zaporizhzia, portandoli in una destinazione sconosciuta. Per giovedì 21 luglio è attesa la decisione del Consiglio di Stato italiano sul ricorso promosso dal Codacons contro gli aiuti in armi inviati dal Governo all'Ucraina.

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Gli occupanti russi hanno rapito tre lavoratori della centrale nucleare di Zaporizhzia. Lo ha annunciato Energoatom, l’azienda statale che supervisiona gli impianti nucleari in Ucraina, riportata poi dall’agenzia di stampa Ukrainska Pravda. Secondo i media i dipendenti Ihori Kvashnin, capo del servizio di protezione ambientale della centrale, Serhii Pykhtin, vice capo del dipartimento di decontaminazione per il funzionamento e la gestione dei rifiuti radioattivi, ed Elena Ryabtseva, capo del dipartimento di decontaminazione, sarebbero stati rapiti tra domenica e lunedì scorsi, e portati in una destinazione sconosciuta. “Questo è un altro tentativo degli invasori di destabilizzare il funzionamento della grande centrale nucleare di Zaporizhzhia, che è sotto l’occupazione russa da marzo”, si legge in un comunicato stampa.

Ue: “Sbloccare fondi banche russe per aiutare il commercio alimentare”

La Commissione europea ha dichiarato di aver intenzione di sbloccare “alcuni fondi” delle banche russe congelati dalle sanzioni dell’Unione Europea, sfruttandoli per incentivare la ripresa del commercio dei prodotti agricoli e alimentari, tra cui grano e fertilizzanti. “Gli Stati membri vogliono che sia perfettamente chiaro che, con le sanzioni, nulla frena il trasporto di cereali fuori dalla Russia o dall’Ucraina”, ha affermato un diplomatico europeo ai microfoni di France Presse.

Ricorso del Codacons per l’invio di armi dall’Italia a Kiev: giovedì decisione al Consiglio di Stato

Per giovedì 21 luglio è attesa la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso promosso dal Codacons contro gli aiuti in armi inviati dal Governo all’Ucraina. Secondo l’associazione è incostituzionale la decisione presa dall’esecutivo di sostenere Kiev mediante carichi di artiglieria, si tratterebbe di aver violato l’articolo 11 della Costituzione che sancisce il ripudio della guerra da parte del nostro Paese.

Venediktova si appella all’unità nel suo ultimo discorso in Parlamento ucraino

Iryna Venediktova, procuratrice generale dell’Ucraina licenziata dal presidente Volodymyr Zelensky, ha richiamato i suoi colleghi all’unità durante il suo ultimo discorso in Parlamento. “Il presidente aveva il diritto di presentare una simile mozione? Sì, il presidente aveva il diritto di prendere una decisione del genere. Pertanto, credo che oggi un soldato in trincea non dovrebbe pensare al potere e a ciò che sta accadendo al potere. Dobbiamo essere uniti come mai prima d’ora”, ha detto l’ex procuratrice ai deputati.

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