sabato, 13 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, G7 su oro gas petrolio. Scholz: “Siamo uniti, stiamo insieme”. Russia in default su debito estero

Terminata prima giornata del summit G7. Temi cruciali: tetto sul prezzo del petrolio russo e costo del gas. Al vertice di domani Biden vuole proporre di bandire l'importazione dell'oro. Russia in default sul debito estero, la prima volta dal 1918. Trovati oltre 100 cadaveri sotto le macerie di un edificio a Mariupol. Il consigliere del sindaco: "Gli occupanti russi non hanno intenzione di seppellirli".

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Il 26 giugno in Germania, vicino Monaco di Baviera, si è tenuta la prima giornata del G7. Tutti i membri di ogni Stato hanno rinnovato all’unisono il pieno sostegno a Kiev: “Siamo uniti, stiamo insieme“. Questo è un chiaro e preciso messaggio politico; d’altra parte, sono emerse ancora delle visioni contrastanti sul fronte energetico. Putin si aspettava che qualche membro del G7 e della NATO facesse dietrofront e si dissociasse, ma “questo non è accaduto”, ha rassicurato Biden dopo un incontro con il cancelliere tedesco Scholz, che ha rilanciato con parole di sostegno all’Ucraina: “Questo è il nostro chiaro messaggio al Presidente russo”. Inoltre, ha aggiunto che bisogna evitare un conflitto NATO-Mosca. Durante il summit, sono stati toccati e discussi altri temi cruciali come l’introduzione al tetto sul prezzo del petrolio proposto dagli Usa. Macron si è detto favorevole “a un prezzo massimo al petrolio che venga da tutti i Paesi produttori”. Invece, il Presidente del Consiglio europeo Michel ha spiegato che si deve “colpire la Russia e non le nostre economie”. Questo tema andrà di pari passo con quello del prezzo sul gas, su cui al momento non ci sono state intese per l’opposizione della Germania e di altri paesi del Nord Europa.

Notizie dal fronte

Sul conflitto sono state incisive le parole di Johnson e Macron: “È possibile invertire il corso della guerra”, ma il leader della Gran Bretagna ha aggiunto: “Non è il momento di una soluzione negoziata con Mosca”. Infine, Biden si è esposto anche sull’oro russo, proponendo di bandire l’importazione: “Vedremo se ci sarà un’intesa”. Sgomento dalla Russia: in default sul debito estero per la prima volta dal 1918. L’ha riferito Bloomberg, piattaforma che dà notizie sul mercato finanziario. Sul fronte guerra, trovati oltre 100 cadaveri tra le macerie di un edificio a Mariupol, al momento sotto l’occupazione delle truppe di Mosca. Il consigliere del sindaco dalla città, Andryushchenko, ha riferito su Telegram che ci sono state “nuove e tristi scoperte. Durante l’ispezione degli edifici nel distretto di Livoberezhny, in una casa distrutta dall’esplosione di una bomba sono stati trovati i cadaveri”. Ha poi aggiunto che “i corpi sono ancora sotto le macerie, gli occupanti non hanno intenzione di seppellirli

Russia in default sul debito estero

A mezzanotte di domenica 26 giugno è scaduto il termine di pagamento agli investitori delle obbligazioni internazionali della Russia. È scattato il default alla scadenza del periodo “di grazia” di 30 giorni. Riguardava 100 milioni di dollari di obbligazioni (o bond) non pagate, una denominata in biglietti verdi e l’altra in euro, in scadenza nel 2016 e nel 2036. Il fallimento sarebbe scattato non per la mancanza di denaro da parte del debitore, ma a causa della chiusura dei canali di trasferimento da parte dei creditori, quindi per le sanzioni ad ampio raggio adottate ai danni del Cremlino in risposta all’invasione dell’Ucraina.

L’OFAC interviene

La Russia forse si aspettava il default. Già nei primi mesi di quest’anno ha rischiato la stessa probabilità, ma ha raggirato la situazione modificando i metodi di pagamento. Il Tesoro americano, però, a maggio non le ha più rinnovato la licenza che esentava gli investitori degli States dalle sanzioni. Da quel momento, per i russi è diventato quasi impossibile riuscire a pagare il debito in dollari o nelle valute citate nei prospetti delle emissioni. Il mandante è stato l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Usa. Da Mosca si è espresso il ministro delle Finanze, Anton Siluanov: “Chiunque può dichiarare quello che vuole e può provare ad attaccare alla Russia qualsiasi etichetta ma, chiunque capisca la situazione, sa che non si tratta in alcun modo di default”.

Adesso cosa succede?

Siluanov ha dichiarato di aver effettuato i pagamenti al suo National Settlement Depository (NSD) onshore in euro e dollari. In questo modo, ha sostenuto di essere stato adempiente agli obblighi, ma è improbabile che i fondi arrivino in tempo ai detentori internazionali. Infatti, per molti obbligazionisti il mancato ricevimento del denaro sui propri conti costituisce un adempimento. Di contro, gli avvocati sostengono che la Russia potrebbe avere tempo fino alla fine del giorno lavorativo successivo per pagare gli obbligazionisti, dato che non è stata specificata una data di scadenza nel prospetto informativo. Se realmente i soldi non dovessero arrivare sui loro conti, non sarebbe la prima volta per la Russia di dichiararsi inadempiente. Già nel 1998, con la crisi del rublo, risultò inottemperante sul debito interno con l’annuncio di una moratoria sul rimborso del debito contratto con gli investitori stranieri.

L’oro è il prossimo obiettivo

Martedì 28 giugno, al summit del G7, si dovrebbero mettere al bando le importazioni di oro russo. Così facendo, l’obiettivo sarebbe quello di impedire agli oligarchi di usare il metallo prezioso per convertire i loro beni, raggirando le sanzioni. La Russia, infatti, è il secondo produttore mondiale di oro, rappresenta il 10% del totale che viene estratto ogni anno. L’oro è la seconda voce delle esportazioni russe dopo l’energia, in base a quanto riferito dall’Amministrazione Usa. Il 90% della produzione russa è destinata proprio ai Paesi del G7, soprattutto alla Gran Bretagna. Nel 2020, l’export di Mosca ha rappresentato il 5% di quello globale.

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