mercoledì, 25 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Bielorussia incondizionatamente con la Russia. Putin: “È una tragedia, ma non ci hanno dato scelta”

Putin, in un incontro con Lukashenko: "La situazione in Ucraina è una tragedia, ma la Russia è stata costretta; gli ucraini hanno fatto passi indietro sugli accordi presi a Istanbul; la Bielorussia è perfetta per i prossimi negoziati". La Bielorussia ha giurato fedeltà e supporto incondizionato a Mosca. Secondo l'ex direttore della Cia ci saranno altri attacchi come Kramatorsk

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha tenuto oggi una conferenza stampa a seguito di una visita al cosmodromo nella regione dell’Amur, in un incontro con il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko.

Quello che sta succedendo in Ucraina è una tragedia, ma la Russia non aveva scelta. Gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco. Sono loro che hanno creato difficoltà a portarli a un livello accettabile e l’operazione andrà avanti finché non ci saranno negoziati accettabili. Il consolidamento dell’Occidente è legato a una posizione umiliante e umiliata dell’Europa rispetto al Paese che la domina, si vergognano a dire che sono sotto lo schiaffo degli Usa: è comodo unirsi attorno al concetto di aggressione russa e servire così gli Usa. L’operazione militare speciale della Russia in Ucraina procede secondo i piani. I colloqui con l’Ucraina sono cominciati in buona parte grazie a Lukashenko. La Bielorussia è il posto perfetto per i negoziati. Ieri la parte ucraina ha cambiato di nuovo qualcosa. Tale incoerenza sui punti fondamentali crea alcune difficoltà nel raggiungere gli accordi finali.”

Il presidente russo ha accusato l’Ucraina di non aver rispettato gli accordi raggiunti a Istanbul e che questa nazione viene usata dall’Occidente come strumento per raggiungere i propri obiettivi, anche a discapito del popolo ucraino. Putin ha poi aggiunto che il presidente bielorusso “mi ha anche dato alcuni documenti oggi. Documenti che sono stati forniti” ai servizi segreti russi, tra cui “Fsb: intercettazioni su come e chi è giunto in quella comunità, usando quali mezzi di trasporto, per creare le condizioni per l’organizzazione di queste provocazioni e un’operazione sotto falsa bandiera.”

L’intervento di Lukashenko

La Bielorussia resterà sempre al fianco della Russia, in qualsiasi modo evolva la situazione, Minsk è determinata a rafforzare l’unità con la Russia”. Ha esordito così il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, durante l’incontro con Putin nella Russia orientale, e poi ha proseguito affermando: “Potrete sempre contare sui bielorussi, dovreste sapere che, in qualsiasi circostanza, i russi possono essere sicuri che ci saremo sempre per loro, non importa cosa accada. Condividiamo una patria, sebbene viviamo in Stati differenti. A differenza di certe repubbliche, siamo rimasti insieme. Siamo determinati a consolidare la nostra unità”.

Ex direttore Cia: “Aspettiamoci altri attacchi come Kramatorsk

“Ci aspetta un momento molto difficile per l’Ucraina. Per la prima volta c’è un solo generale al comando dell’invasione russa. Prima ce n’erano troppi, che litigavano con Mosca per le risorse e le priorità, ma questo è un personaggio dai trascorsi molto preoccupanti. Lo chiamano il macellaio della Siria per la sua campagna del 2016, quando bombardò e di fatto massacrò la popolazione di allora. Temo che vedremo altre azioni come quella della stazione del treno, già avvenuta sotto il suo comando, dove sono morti 50 civili. Vedremo la distruzione di villaggi e di piccole città che si interpongono all’offensiva russa. Nell’area dove si combatterà non ci sono grandi città come Kiev o Kharkiv e per i russi sarà più facile avanzare se non dovranno affrontare la guerriglia urbana degli ucraini che li ha costretti a ritirarsi”. In un’intervista ieri a Quarta Repubblica, si è espresso così il generale David Petraeus, ex comandante delle forze americane in Afghanistan e in Iraq ed ex direttore della Cia, riguardo la possibile evoluzione della situazione in Ucraina.

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