venerdì, 20 Maggio 2022

“Il metano ti dà una mano”. E non ti assoggetta a Putin

Perché è vitale il TAP? Perché nel frattempo è scoppiata la guerra in Ucraina e la Russia ha minacciato di lasciare l'Europa senza gas. I no ai gasdotti e alle trivelle si sono rivelati piccini piccini.

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L’Italia ha un problema col gas: non ne dispone abbastanza, pertanto deve importarlo. Sicché non suonerà peregrina la dichiarazione del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: “È possibile incrementare le importazioni via TAP per circa 10 miliardi di metri cubi all’anno. Per far questo, sono necessari circa 45 mesi per l’incremento dei primi 2 miliardi di metri cubi (tramite interventi in Albania) e circa 65 mesi per l’incremento di ulteriori 8 miliardi di metri cubi (ulteriori interventi in Albania e Grecia e alcuni interventi sulla rete italiana). Ovviamente prerequisito è un accordo di fornitura di gas di lungo periodo con il Governo azero”.

Il MiTE rappresenta l’ultima “creatura” di Beppe Grillo, il quale sul suo blog il 6 febbraio scorso, prima di votare la fiducia al governo Draghi, scriveva: “Fondere in un MINISTERO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA gli attuali ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi. Nominare ministra/o una persona di alto profilo scientifico e di visioni. Dare la competenza della politica energetica al nuovo MINISTERO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA o almeno all’eventuale superstite Ministero dell’ambiente. Come è in Francia, Svizzera e altri paesi”. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto perciò la nascita del nuovo Dicastero e sostiene l’attuale Esecutivo. Ed era quello che all’epoca del governo Renzi, per bocca di Alessandro Di Battista, proclamava sul TAP: “Con il governo del Movimento 5 Stelle quest’opera la blocchiamo in due settimane, in due settimane”. Gli facevano eco due compagni di partito, Luigi Di Maio e Manlio Di Stefano: il primo, ministro degli Esteri del governo Draghi, prometteva: “Sul TAP sono stato molto chiaro: il Movimento 5 Stelle era ed è NO TAP“. Il secondo, sottosegretario del medesimo Dicastero, additava il TAP quale “progetto criminale”.

Sennonché, proprio la Farnesina ha firmato un accordo per 2,5 miliardi di metri cubi di gas quest’anno e rivendica: “La missione in Azerbaigian è uno dei tasselli fondamentali per riuscire a renderci indipendenti dai ricatti della Russia sul gas“. Sì TAP. Ossia, secondo Di Maio, “l’unico gasdotto europeo realizzato negli ultimi anni indipendente dal gas russo”. Ora occorre conoscere il significato di TAP: Trans Adriatic Pipeline. L’opera trasporta in Europa il gas naturale dall’Azerbaigian tramite Grecia e Albania, per approdare sulle coste della Puglia; la Regione in cui governa Michele Emiliano, che nel dicembre 2017 a Radio Capital, ammetteva: “Il paragone tra il cantiere TAP e Auschwitz è oggettivamente sbagliato e mi scuso per averlo inopportunamente utilizzato questa mattina in radio durante una diretta”. Trascorrono gli anni e per mezzo del gasdotto in questione altri 2 miliardi di metri cubi di gas naturale si possono aggiungere agli 8,3 miliardi arrivati finora in Italia“, come rivelato al Corriere della Sera da Luca Schieppati, managing director di TAP per l’Italia. E aggiunge dalle colonne del Sole 24 Ore: “Sui prezzi all’ingrosso, grazie a TAP, si è risparmiato oltre un miliardo”.

Perché è vitale il TAP? Perché nel frattempo è scoppiata la guerra in Ucraìna e la Russia ha minacciato di lasciare l’Europa senza gas, tanto che Draghi ha detto: “Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Cosa preferiamo, la pace oppure star tranquilli col termosifone acceso, anzi ormai l’aria condizionata accesa tutta l’estate?”. In due parole, embargo: niente gas dalla Russia. Ma per non dipendere da Putin bisogna estrarre metano o importarlo, come dicevamo. Pertanto vige dall’11 febbraio scorso il “Piano della Transizione Energetica sostenibile delle aree idonee”, PiTESAI, con lo scopo di contrastare il rincaro dei prezzi relativi all’energia. Si può centrare l’obiettivo del PiTESAI usando il nostro gas, per risparmiare circa 12 miliardi di euro. La normativa voluta dal Ministero della Transizione ecologica indica anche come risparmiare: con le trivellazioni dal sottosuolo italiano. Quest’ultimo risulta per il 42% idoneo all’estrazione, mentre il mare per l’11,5%.

Dai piani del Governo, all’opinione dell’esperto Massimo Nicolazzi. L’ex manager di LUKoil, la più grande compagnia petrolifera russa, precisa al quotidiano La Stampa: “Nel 1980 l’Italia produceva 18 miliardi di metri cubi di gas, con 40 di consumi. Oggi la produzione nazionale è di 3 miliardi contro i 70 di consumi”. Ma dicevamo che si può pure importare il gas, ad esempio da Israele tramite il progetto EastMed-Poseidon. Transitando da Egitto e Cipro, approdando sulla costa pugliese, porterebbe circa 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno. O meglio, li avrebbe già portati da anni: da quando l’ex ministro dello Sviluppo economico del governo Renzi, Carlo Calenda, aveva stretto l’accordo con Cipro, Egitto e Israele. “Era pronto per partire, ma Di Maio, appena diventato ministro dello Sviluppo economico, bloccò tutto senza neanche proporre alternative”, ha dichiarato Calenda.

Ma torniamo a Nicolazzi. Il dirigente ha ammonito l’Italia così: “Quello dell’energia si è trasformato da problema ambientale a politico: dobbiamo decidere se pagando il nostro gas dobbiamo foraggiare una guerra“. Noi, da cronisti, leggiamo. E però, da cittadini poco inclini a sperperare gli euro per ingrassare i rubli, ci auguriamo di aver recepito la lezione. I no ai gasdotti e alle trivelle si sono rivelati piccini piccini.

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