mercoledì, 25 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Mosca: “Mariupol liberata dai nazisti. Nessuna beneficenza sul gas”. In Russia chiude giornale di opposizione

Oltre 3,8 milioni di profughi ucraini in fuga dal paese. Secondo l'Onu circa 6,48 milioni di persone vagano sul territorio ucraino in cerca di un rifugio sicuro. L'incontro tra le delegazioni atteso per domani mattina a Istanbul. Il portavoce russo Peskov tuona all'Occidente: "Non pagherete il nostro gas in rubli? Non faremo beneficenza".

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Il conflitto tra Russia e Ucraina dilaga e lascia il mondo sempre più attonito. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati il numero dei civili ucraini che sono riusciti a scappare dal Paese è arrivato oltre i 3,8 milioni. L’Onu dà l’amara conferma del bilancio di profughi in rapida ascesa e rivela che circa 6,48 milioni di persone vagano sul territorio ucraino ancora in cerca di una via di scampo. Sono 13 milioni i cittadini che combattono da un mese a questa parte sotto le bombe e i raid aerei di Mosca. Stessa sorte di Mariupol, ormai quasi rasa al suolo dagli attacchi incessanti dell’esercito di Putin, per Kharkiv. Proprio in questa regione alcuni soldati di Kiev hanno sparato nelle ginocchia alcuni prigionieri russi, il tutto ripreso da un video che da ore continua a circolare in rete. Se la brutalità di tale filmato fosse confermata sarebbe l’ennesima dimostrazione di quanto in guerra siano sfumati i confini tra vittime e carnefici. Tornando alle stime, il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov fa sapere che in città sono stati devastati ben 1177 condomini, 53 asili nido, 69 scuole e 15 ospedali. Intanto sul fronte dei negoziati tutto è in stallo e l’incontro tra la delegazione russa e quella ucraina – atteso in un primo momento nel pomeriggio di oggi a Istanbul – è stato posticipato a domani mattina. Il negoziatore di Kiev David Arakhamia ha detto che il round di mediazione è previsto a partire dalle ore 10 locali, 9 italiane.

In Russia “La libertà di stampa è imbavagliata”. Chiude un giornale d’opposizione

Oggi in Russia la libertà di stampa è sostanzialmente imbavagliata, dall’inizio dell’invasione tendenze inquietanti hanno preso corpo in più occasioni come la denigrazione, la stigmatizzazione e l’intimidazione di media e giornalisti da parte delle autorità. Nella Russia odierna c’è spazio soltanto per informazione di Stato, stiamo assistendo ad vera e propria censura”. Risuona più incisiva che mai la dichiarazione di Teresa Ribeiro, rappresentante per la libertà dei media dell’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), durante il suo intervento al Parlamento europeo. Perché oltre ai tanti giornalisti russi dissidenti che sono attualmente costretti ad allontanarsi dal proprio posto di lavoro e a lasciare il Paese, vi è il caso di organi di stampa d’opposizione sospesi, in quanto scomodi per la propaganda voluta da Putin. È il caso di “Novaya Gazeta”, quotidiano di Mosca che, dopo aver ricevuto un nuovo avviso da Roskomnadzor, agenzia federale russa per i mezzi di comunicazione, “ha deciso di sospendere le pubblicazioni del giornale sul web e sulla carta fino alla fine dell’operazione speciale sul territorio dell’Ucraina”. Il direttore del giornale, Dmitrij Muratov, nonché premio Nobel per la pace, solo qualche giorno fa aveva espresso il desiderio di mettere all’asta il suo premio per devolvere poi la somma in favore dei profughi ucraini.

Mosca: “Niente rubli? Sul gas non faremo beneficenza”

L’Europa non vuole pagare il gas in rubli? Certamente la Russia non distribuirà gratis il proprio gas, non faremo beneficenza“, così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Il braccio destro di Putin ha preferito parlare di “Paesi ostili”, restando generico ed evitando di parlare delle contromisure che Mosca potrebbe adottare qualora l’Occidente si rifiutasse di accettare il pagamento in rubli per il gas russo. In tutta risposta i Paesi del G7 ritengono che tale condizione posta dalla Federazione russa sia “inaccettabile”. Lo ha detto il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck in una nota ufficiale resa comunicata da Berlino. “Tutti i ministri del G7 hanno convenuto che si tratta di una chiara violazione unilaterale dei contratti esistenti, il che significa che un pagamento in rubli non è accettabile. Chiediamo alle compagnie coinvolte di non dar seguito alla richiesta di Putin”, ha detto Habeck dopo un summit virtuale con i suoi omologhi del G7.

Mosca: “Vicini alla liberazione di Mariupol”. Zelensky: “Continueremo a difenderla”

“Non manca molto tempo alla completa liberazione di Mariupol. I militari russi stanno liberando Mariupol dalle bande naziste casa per casa. I combattenti agiscono in modo deciso, duro, tempestivo”, così il leader ceceno Ramzan Kadyrov in un nuovo video. Inoltre in questo filmato è possibile vedere dei soldati ceceni che combattono in una città dell’Ucraina meridionale e poi un gruppo, in cui vi è lo stesso Kadyrov, che sale sul tetto di un palazzo sventolando una bandiera cecena. Ma Mariupol non si arrende e si leva forte e chiara come sempre la voce del presidente ucraino Zelensky. “I nostri intrepidi soldati stanno difendendo Mariupol. Avrebbero potuto andarsene adesso, se avessero voluto. Avrebbero potuto andarsene molto tempo fa, ma non stanno lasciando la città. Sapete perché? Perché ci sono ancora altre persone vive in città. E poi ci sono i morti, i compagni caduti. I difensori dell’Ucraina affermano che devono restare e seppellire coloro che sono stati uccisi in azione e salvare la vita dei feriti. Finché le persone sono ancora in vita, dobbiamo continuare a proteggerle. E questa è la differenza fondamentale tra il modo in cui vedono il mondo le parti contrapposte in questa guerra”, ha spiegato il premier ucraino in un’intervista rilasciata all’Economist.

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