mercoledì, 25 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Chernobyl senza corrente: si teme fuga radioattiva. Sindaco di Kiev: “Scorte per una settimana”

Kiev è sotto assedio, risorse sufficienti per una settimana; un caccia russo si è schiantato contro un edificio, morto il pilota. Bloccata l'evacuazione dei civili attraverso i corridoi umanitari concordati. Un veicolo armato russo cerca di entrare in Ucraina dalla Crimea.

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Nella quattordicesima giornata di conflitti tra Russia e Ucraina, continuano gli attacchi. Il pomeriggio è iniziato con un gravissimo attacco a un ospedale pediatrico a Mariupol. A Kiev, nel quartiere di Osokorky, un caccia intercettore russo Sukhoi Su-27 è stato colpito dalle forze ucraine e si è schiantato su un edificio residenziale. Il pilota, pur essendo riuscito a eiettare il sedile prima dell’impatto, è morto. Secondo quanto riportato dalla Cnn, un veicolo armato russo, della lunghezza di circa 9 automobili, si sta spostando dalla Crimea per entrare in Ucraina; nel frattempo un posto di blocco nel villaggio di Andriyivka, nella regione di Kharkiv, è stato attaccato e a rimetterci sono stati i soldati russi, costretti a scappare e ad abbandonare i feriti. A tal proposito, il presidente ucraino Zelensky esorta i militari dell’esercito avversario ad arrendersi: “Quasi due settimane della nostra resistenza vi hanno mostrato che non ci arrenderemo. Combatteremo fino a quando non restituiremo la nostra terra e fino a quando non risponderemo in pieno per tutte le nostre vittime. Per i bambini morti”. Zelensky ha chiesto nuovamente la no-fly zone, aggiungendo che “la Russia usa missili, aerei ed elicotteri contro di noi, contro i civili, contro le nostre città, contro le nostre infrastrutture. È un dovere umanitario del mondo rispondere”.

La situazione a Kiev

“In questo momento – ha detto in un’intervista il sindaco di Kiev – abbiamo la guerra a 10 chilometri dal centro della città, e abbiamo dei soldati russi che stanno cercando di farsi strada all’interno dei quartieri. Sono due settimane che girano attorno a Kiev, stanno tentando di fare pressione sui civili, sui cittadini, cercando di avvicinarsi ancora di più al centro della città. Ormai sono tantissime le persone che hanno passato tutti questi giorni sottoterra, nei rifugi, e migliaia nelle metropolitane. Le persone sono veramente arrabbiate, stanche, preoccupate, ma nonostante tutto siamo pronti a difendere la nostra Capitale. La situazione in città è sotto controllo. L’acqua, l’elettricità, le varie utenze sono disponibili. I vari servizi della città lavorano molto bene”.

Tuttavia, il sindaco Klitschko ha sottolineato che le risorse di Kiev possono bastare ancora per una settimana, al massimo due, e ha richiesto nuovamente i jet alla Polonia: “Dico alla gente che non molleremo mai perché è la nostra terra, la nostra città, la nostra famiglia. Difendiamo il nostro futuro”. Intanto a Bucha, a nord di Kiev, le forze russe stanno bloccando l’evacuazione dei civili attraverso i corridoi umanitari concordati. Secondo quanto scrive il consiglio comunale su Facebook “gli occupanti stanno interrompendo l’evacuazione. Attualmente, 50 autobus sono bloccati dai militari russi nel parcheggio: non fanno passare la colonna. Sono in corso trattative per sbloccare il traffico. Vi ricordiamo che il “corridoio verde” era un accordo di altissimo livello”.

La situazione a Chernobyl

La situazione di Chernobyl sta andando pericolosamente fuori controllo. Secondo i media internazionali di Kiev, la centrale è completamente ferma perché è stato ipotizzato che le forze russe abbiano scollegato dalla rete l’impianto nucleare. Nella giornata di ieri, 8 marzo, l’Aiea aveva annunciato di “perso il contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia di Chernobyl”. Energoatom, l’azienda statale ucraina che gestisce le centrali nucleari del territorio, ha riferito che Chernobyl è senza energia e questa situazione può impedire il raffreddamento del combustibile nucleare esaurito, portando al rischio di rilascio di sostanze radioattive. Energoatom spiega che “la temperatura nelle piscine di raffreddamento aumenterà, si verificherà la formazione di vapore e il rilascio di sostanze radioattive nell’ambiente. La nuvola radioattiva può essere trasportata dal vento in altre regioni dell’Ucraina, della Bielorussia, della Russia, dell’Europa”. Per il ministro degli Esteri Kuleba i generatori diesel di riserva hanno un’autonomia di 48 ore; Kuleba ha allertato il resto dell’Europa sulla necessità di fermare immediatamente questa “barbara guerra di Putin” o almeno di raggiungere un momentaneo cessate il fuoco per permettere agli operatori di ripristinare il prima possibile la fornitura di energia elettrica.

Le dichiarazioni della Russia e della Cina

Secondo quanto riportato dalla Tass, il ministro degli Esteri russo ha dichiarato che “l’operazione militare speciale” della Russia in Ucraina “ha per obiettivo quello di proteggere le Repubbliche Popolati di Donetsk e Lugansk, smilitarizzare e denazificare l’Ucraina, eliminare la minaccia militare proveniente per la Russia dal territorio ucraino a causa delle attività dei Paesi della Nato e il tentativo di pompare armi nel Paese. L’operazione non ha lo scopo di occupare l’Ucraina, distruggere la sua statualità o rovesciare l’attuale governo. Non è diretta contro i civili” e il loro fine non è il cambio di regime.

Ha poi aggiunto che la Russia non sta minacciando la Nato, ma non può non prendere posizione nei confronti dell’atteggiamento orientato al conflitto che l’alleanza sta mostrando verso Mosca. Tuttavia, sia la Russia che la Cina hanno accusato gli USA e la Nato di voler soffocare queste due nazioni. Il ministro degli Esteri di Pechino ha dichiarato che “le mosse della Nato, guidata dagli USA, hanno spinto le tensioni tra Russia e Ucraina al punto di rottura. Chiudendo gli occhi sulle proprie responsabilità, gli USA criticano la posizione della Cina sull’Ucraina alla ricerca di spazio per il complotto di soffocare contemporaneamente Cina e Russia con l’obiettivo di mantenere la loro egemonia”, aggiungendo che “più si scervellano per screditare la Cina con bugie e ingigantire le cose più rivelano il loro deficit di credibilità alla comunità internazionale”.

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