domenica, 29 Maggio 2022

Ucraina, Biden sposta l’ambasciata americana: la Russia annuncia il ritiro delle truppe

La situazione al confine tra Russia e Ucraina evolve di ora in ora. L'esercito russo ha ritirato alcune truppe dai campi di esercitazione, mentre gli Stati Uniti hanno spostato l'ambasciata da Kiev a Leopoli.

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La situazione al confine tra Ucraina e Russia è in continua evoluzione. Ieri sera la notizia dello spostamento dell’Ambasciata americana da Kiev a Leopoli, a circa 70 chilometri dal confine con la Polonia. Questa mattina la Russia ha annunciato il ritiro delle truppe dall’esercitazione in Bielorussia. La tensione è palpabile e tutto può ancora succedere nelle prossime ore.

La situazione raccontata dai media americani

“Crisi Ucraina, Chiusa l’ambasciata americana a Kiev, spostata a Leopoli. Cnn: Zelensky informato che il giorno dell’attacco russo sarà mercoledì”. Questa la breaking news riportata dalla Cnn ieri sera, 14 febbraio. Nelle scorse ore infatti, pare esserci stata un’accelerazione drammatica e pericolosa nel dispiegamento di forze militari russe al confine con l’Ucraina. A riferirlo è stato il segretario Stato Usa, Antony Blinken, invitando “tutti gli americani ancora in Ucraina a lasciare il Paese immediatamente”. “Alcune truppe russe vicino al confine con l’Ucraina hanno iniziato a muoversi in “posizioni da attacco”. Queste invece le parole della Cbs citando come fonte un funzionario americano, secondo il quale l’esercito russo ha spostato parte dell’artiglieria a lungo raggio in posizione di tiro.

La diplomazia dei protagonisti

Intanto, Boris Johnson e Joe Biden hanno concordato una linea comune: la crisi può ancora risolversi con la diplomazia. A renderlo noto, Downing Street dopo il meeting televisivo tra i due leader. Il portavoce del Pentagono John Kirby invece è sicuro: “Non crediamo che Vladimir Putin abbia già preso una decisione finale su un eventuale attacco”. Dall’altra parte della barricata, il ministro degli esteri russo Lavrov apre le porte ancora al dialogo: “Ci sono chance di trovare un accordo con l’Occidente”. Vladimir Putin invece insiste sull’espansione da parte della Nato ad Est che risulta “infinita, molto pericolosa e avviene a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l’Ucraina”.

Il nodo legato a Nord Stream 2

Nelle trattative diplomatiche, il Nord Stream 2 resta la miglior arma geopolitica della Russia. Ne è sicuro Volodymyr Zelensky parlando con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in visita a Kiev. In più la crisi ucraina fa aumentare “i rischi cibernetici ai quali sono esposte le imprese italiane che intrattengono rapporti con operatori situati in territorio ucraino, derivanti da possibili danni ad obiettivi digitali di quel Paese”. Lo rende noto l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale invitando ad innalzare i livelli di protezione delle infrastrutture digitali.

I numeri militari dell’esercito russo

“Al 12 febbraio, il numero totale di truppe russe lungo i confini dell’Ucraina, comprese quelle in Bielorussia e nei territori occupati dell’Ucraina orientale e della Crimea, è di 87 gruppi tattici, circa 147mila militari, compreso il personale aereo e navale. Questa la stima del Center for Defense Strategies ucraino. “Queste truppe sono dotate delle armi e dei veicoli appropriati, nonché di unità di supporto logistico e medico. Tuttavia, finora non ci sono segnali che dispongano dei rinforzi aggiuntivi necessari per un’offensiva su larga scala”, concludono gli esperti.

Il dialogo tra Russia e Occidente: un accordo si può ancora trovare

“Ci aspettiamo che questi esigui canali per il dialogo alla fine ci permetteranno di trovare una sorta di reciprocità da parte dei nostri oppositori e il desiderio di trovare una soluzione che veramente significherà il tenere conto dei nostri interessi”. Queste le parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, riportate dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Peskov nel suo discorso ha anche chiarito che “nell’ambito delle questioni per noi essenziali, gli americani ignorano le nostre preoccupazioni, e mi riferisco alla questione delle garanzie di sicurezza che ha posto il presidente Putin”. Arriva pronta la risposta dei ministri della finanza facenti parte del G7: “La nostra priorità immediata è sostenere gli sforzi per una de-escalation della situazione” ma se Mosca intensifica l’azione militare, il G7 è pronto a imporre collettivamente sanzioni economiche e finanziarie con conseguenze enormi e immediate sull’economia russa”.

Le mosse del Governo italiano

Mercoledì 16 febbraio Mario Draghi sarà a Parigi per una cena di lavoro all’Eliseo. Argomento di discussione: “consultazioni e prospettive di impegno per il Sahel”. Mentre in questi giorni, il ministro degli esteri Luigi Di Maio potrebbe volare a Mosca per incontrare il suo omologo russo Lavrov. Domani, 16 febbraio, invece Di Maio è atteso a Kiev. Paolo Gentiloni, commissario Ue agli Affari Economici, affida i suoi pensieri a twitter: “supportiamo l’Ucraina. La sua sovranità e la sua economia”.

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