domenica, 22 Maggio 2022

Ucraina, gli eserciti si preparano: Mosca prosegue con la sua guerra ibrida

Il conflitto in Ucraina sembra sempre più vicino. Biden e Putin proseguono nei loro meeting, ma sembrano giunti ad una fase di stallo. Gli Stati Uniti e l'Europa continuano a sostenere Kiev, ma la guerra di Mosca è ibrida.

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Tutto sembra presupporre il richiamo di un conflitto imminente. Il destino dell’Ucraina appare segnato: il Paese sarà allestito a teatro di guerra. Dopo gli Stati Uniti, anche La Farnesina chiede agli italiani su suolo ucraino di rientrare in Italia, appelli ci insieme al richiamo di Mosca del suo personale diplomatico, danno la dimensione di ciò che potrebbe accadere da un momento all’altro. I due grandi protagonisti del conflitto, Biden e Putin, sono arrivati ad una fase di stallo, ma il dialogo resta aperto. Intanto, dalla Lituania, con direzione Ucraina, è atterrata una fornitura del sistema missilistico anti-aereo Stinger, mentre altre 180 tonnellate di munizioni sono arrivate direttamente dagli Stati Uniti, per un totale di circa 1.500 tonnellate dall’inizio della crisi.

Ucraina-Russia: guerra ibrida

Difficile confermare la celebra frase di Einstein sulle armi che verranno utilizzate in un ipotetico quarto conflitto mondiale, ma di questi tempi le guerre non si combattono solo con le armi. La guerra ibrida, definibile anche liquida, che si insinua e intacca varie strutture e settori. Pressione economica, cyberattacchi, falsi allarmi bomba, queste le mosse del governo di Mosca che punta a stremare i nervi dell’Ucraina e di Zelensky. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’obiettivo russo sarebbe quello di indebolire progressivamente il Paese, provocando malcontento e proteste simili a quelle fomentate nell’est del Paese nel 2014 per giustificare un intervento, che però si erano già accese grazie all’Euromaidan del 2013. Nel solo mese di gennaio, la polizia ucraina ha ricevuto quasi mille messaggi anonimi con falsi allarmi su ordigni piazzati in circa 10mila luoghi, dalle scuole alle infrastrutture essenziali. La vita di tutti giorni trasformata in evento extra ordinario.

Il traffico aereo

A subire le conseguenze di una guerra ibrida è di sicuro il traffico aereo. La Klm, compagnia olandese, ha già interrotto i voli in direzione Kiev, mentre sabato scorso un aereo SkyUp, compagnia portoghese, ha dirottato l’atterraggio in Moldova. L’incertezza è evidente, ma Kiev non vuole chiudere i suoi cieli. “Non ha senso e assomiglierebbe molto a un autoisolamento”, ha detto Mykhailo Podolyak, consigliere della presidenza ucraina.

La reazione degli altri Paesi

Intanto gli altri Paesi provano a mantenere i nervi saldi, anche se il malumore e l’ansia per un conflitto armato cresce. Da Berlino il cancelliere Olaf Scholz, con toni poco diplomatici, parla di una situazione critica e minaccia sanzioni immediate. Una posizione che fa eco anche nelle parole di Frank-Walter Steinmeier nel giorno della sua rielezione a presidente della Germania. “Voglio fare un appello al presidente Putin: sciolga il cappio attorno al collo dell’Ucraina. Si unisca a noi nella strada che porta alla preservazione della pace in Europa. E non sottovaluti la forza della democrazia”, ha ammonito il capo dello stato tedesco nel suo discorso di insediamento. Gli Stati Uniti e l’Europa restano in contatto e ribadiscono il loro supporto a Volodymyr Zelensky.

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