mercoledì, 18 Maggio 2022

Il Covid riduce le cellule staminali nel sangue: lo studio dell’Università di Padova

Si tratta di una delle conseguenze dell'abnorme immuno-attivazione indotta dal virus, ma non si esclude che il virus infetti le cellule staminali e le uccida

Da non perdere

C’è un livello molto basso di cellule staminali nel sangue nei pazienti ricoverati per Covid-19, rispetto a quelli che non hanno contratto l’infezione. Inoltre, tra questi, i pazienti con livelli più bassi di cellule staminali presentano un rischio tre volte maggiore di ricovero in terapia intensiva o di morte. È quanto dimostrato da uno studio del dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, pubblicato su ‘Diabetes’ e diretto da Gian Paolo Fadini, professore associato di Endocrinologia e principal investigator dell’Istituto veneto di medicina molecolare, da cui emerge che l’iperglicemia durante il Covid rappresenta uno dei fattori di riduzione delle cellule staminali circolanti.

“I nostri precedenti studi sui pazienti diabetici ci hanno insegnato che le alte concentrazioni di glucosio riducono il livello di cellule staminali ematopoietiche circolanti. Il rilascio di queste cellule nel sangue è necessario all’organismo per mantenere un’adeguata capacità dei tessuti di ripararsi e di rispondere agli insulti” afferma Fadini. Già nel 2020, infatti, uno studio dell’Ateneo di Padova, sempre coordinato da Gian Paolo Fadini, aveva dimostrato quanto per i pazienti affetti da diabete fosse raddoppiata la possibilità di finire in terapia intensiva o di decesso.

“Nelle nostre precedenti ricerche – prosegue Fadini – abbiamo scoperto che uno dei meccanismi con cui l’iperglicemia riduce le cellule staminali passa attraverso una molecola chiamata Oncostatina M che stimola la produzione di cellule infiammatorie e trattiene le cellule staminali nel midollo, creando un circolo vizioso. Ora intendiamo verificare se Oncostatina M può essere un target terapeutico per la cura dei pazienti con Covid-19″.

L’ultimo studio sulle cellule staminali ha visto la collaborazione congiunta con l’Unità di Malattie infettive, diretta da Annamaria Cattelan, dove i pazienti sono stati ricoverati, e della Medicina di laboratorio, diretta da Daniela Basso. “Raramente osserviamo livelli così bassi di cellule staminali circolanti in individui senza malattie del sangue. Si tratta molto probabilmente di una delle conseguenze dell’abnorme immuno-attivazione indotta dal virus, ma non possiamo escludere che il virus infetti le cellule staminali e le uccida. Ampliando le conoscenze sulle interazioni tra iperglicemia, cellule staminali e Covid-19, questo studio aiuta a identificare un nuovo potenziale bersaglio terapeutico per spegnere l’eccessiva risposta immuno-infiammatoria che conduce i pazienti con infezione da Sars-CoV-2 a sviluppare complicanze gravi e a soccombere al virus” spiega Basso.

Ultime notizie