giovedì, 27 Gennaio 2022

L’Italia torna in classe tra dubbi ed incertezze. I professori: “Alunni sottotono per la situazione Covid”

Da oggi gran parte dell'Italia torna a scuola tra dubbi ed incertezze, data la precaria situazione pandemica. Alcuni Istituti lamentano classi dimezzate, professori assenti ed alunni spenti e sottotono. Nel liceo Manzoni di Milano gli alunni hanno occupato l'Istituto per protestare contro le politiche del Governo.

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La campanella per gran parte degli studenti d’Italia questa mattina è suonata alle ore 8; tra dubbi e polemiche, ha comunque “accolto” gli alunni pronti ad affrontare la seconda parte dell’anno scolastico al meglio, per quanto si possa. “Deciso all’unanimità in Consiglio dei Ministri il ritorno a scuola in presenza e in sicurezza” – così le parole del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avevano ampiamente anticipato quello che sarebbe successo dal 10 gennaio, nonostante siano cambiate molte cose in “corso d’opera”, data la precaria situzione pandemica in Italia. “Tutti in classe” sembra essere l’imperativo che da oggi accomuna i quasi 8milioni di studenti ansiosi di portare avanti – o almeno si spera – gli ultimi cinque mesi di scuola in maniera tranquilla e normale, nonostante si debbano comunque seguire le norme anti-Covid19 imposte dall’ultimo Decreto. Mascherine e distanziamento saranno anche quest’anno le due parole d’ordine per i ragazzi che ripopoleranno i banchi di scuola.

Purtroppo, però, non è tutto oro quel che luccica – o almeno così in alcune regioni d’Italia dove la scuola è iniziata già da qualche giorno e l’aria che si respira non è delle migliori: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Toscana, la provincia di Trento e la Lombardia sono state le prime ad aprire le porte a studenti e studentesse. A Mantova, ad esempio, alcune scuole sono mezze vuote, non tutti gli alunni sono rientrati in classe forse perché non vaccinati o perché ritengono questo rientro “fuori luogo”. Il pomeriggio però gli stessi ragazzi si assembrano vicino ai bar. Ma questa sembra essere tutta un’altra storia, sicuramente da raccontare. Ogni classe è dimezzata con alunni in dad, due o tre contagiati per classe. Si può comunque continuare a frequentare perché sono “contagi “extra-scolastici” e quindi non serve seguire le nuove regole anti-Covid. “Ogni giorno noi insegnanti varchiamo la porta della nostra scuola con dubbi ed incertezze. Quello di ieri, vale anche per oggi?” – con queste parole una professoressa dell’Istituto “Bonomi Mazzolari” di Mantova esprime il suo disagio per la situazione che sta vivendo, nonostante lei voglia fare solo il suo lavoro. In un Istituto della Zona 4 di Milano sono tornati tutti gli alunni, a parte 12 costretti a rimanere a casa perché positivi al Covid. Sempre nella zona milanese, nel Liceo Manzoni tutti gli studenti hanno occupato l’istituto per protestare contro le politiche del Governo.

Invece la situazione è perennemente appesa ad un filo con classi scoperte, insegnanti a casa ed alunni spaesati che hanno perso il vero senso della scuola: “Gli alunni non sembra abbiano paura dei contagi in sé, ma sono apparsi proprio sottotono e non penso sia per il rientro dalle vacanze, ma per tutta questa situazione che li butta giù” – tutt’Italia, da Nord a Sud, forse per la prima volta appare accomunata dal senso di vuoto e preoccupazione di tutti i suoi studenti. Anche al Sud la situazione non è poi così diversa, ritornare a scuola questa volta è “pesante” sia per grandi che piccoli. “Sono proprio loro, gli alunni delle classi primarie a dare il buon esempio ai più grandi: 7 ore con le mascherine, la merenda e la mensa al proprio banco, nessun abbraccio e contatto durante le pause. Insomma, forse dovremmo tutti imparare da loro” – così una maestra dell’Istituto Centro Comprensivo 1 di Brindisi mette a tacere tutte le possibili polemiche che si sono accese già da giorni sul ritorno a scuola. Portando avanti il loro esempio e la loro voglia di tornare tra i loro banchi, con i loro compagni seguendo tutte le regole forse sarà il segreto per non chiudere più.

La giornata di oggi, la campanella che torna a suonare, i banchi ripopolati e poi ancora le storie su Dante, Leopardi o la Prima Guerra Mondiale devono invece segnare un nuovo inizio: bisogna ricominciare dai giovani, dalla cultura e dai luoghi di spensieratezza per far respirare di nuovo l’Italia e noi.

 

 

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