domenica, 28 Novembre 2021

Rapimento Eitan, nonno Peleg annuncia ricorso. Tel Aviv: il bimbo torna in Italia

Il nonno materno annuncia già ricorso contro la decisione del Tribunale di Tel Aviv che ha stabilito il ritorno in Italia per il piccolo Eitan Biran, dalla zia paterna.

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È arrivata la tanto attesa sentenza del giudice sul caso del rapimento del piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla strage di Mottarone e che è stato portato in Israele dal nonno materno, strappato dalle mani della zia paterna, affidataria originale. Dopo una lotta familiare e burocratica, che ha peraltro visto andare il nonno agli arresti domiciliari e che nel nostro Paese è indagato per rapimento, il Tribunale di Tel Aviv ha stabilito che il bambino dovrà tornare in Italia e potrà essere riaccolto dalla zia paterna Aya Biran che ha espresso “grande gioia” nell’apprendere la notizia.

“Pur accogliendo con soddisfazione la sentenza della giudice Ilutovich crediamo che in questo caso non ci siano nè vincitori nè vinti. C’è solo Eitan e tutto quello che chiediamo è che torni presto a casa sua, ai suoi amici a scuola, alla sua famiglia, in particolare per la terapia e gli schemi educativi di cui ha bisogno”. commentano i legali della famiglia di Aya Biran – gli avvocati Shmuel Moran e Avi Himi – subito dopo la sentenza della giudice che ha deciso in base alla Convenzione dell’Aia di far tornare il bambino in Italia. . Lo si è appreso da fonti legali.

“Il Tribunale non ha accolto la tesi del nonno che Israele è il luogo normale di vita del minore né la tesi che abbia due luoghi di abitazione”, scrive la giudice Iris Ilutovich Segal nella sentenza, “con l’arrivo in Israele, il nonno ha allontanato il minore dal luogo normale di vita. Un allontanamento contrario al significato della Convenzione”. La giudice, inoltre, ha imposto che il nonno, Shmuel Peleg, paghi le spese processuali pari a 70 mila shekel (oltre 18mila euro).

La famiglia Peleg, però, non si arrende e si dice “determinata a continuare la battaglia in ogni modo possibile nell’interesse di Eitan, il suo benessere e il diritto a crescere in Israele come i suoi genitori si augurano”. Lo dice il portavoce Gadi Solomon, annunciando il ricorso contro la sentenza. “Questa – ha aggiunto la famiglia – riguarda solo il suo allontanamento dall’Italia, il suo arrivo in Israele e non il bene e il futuro del minore”.

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