domenica, 26 Settembre 2021

Tragedia Mottarone, Eitan rapito dal nonno e portato in Israele: “Ora è a casa”

Eitan Biran, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, rapito dal nonno materno che lo ha riportato in Israele. Il piccolo, dopo essere uscito dall'ospedale, era stato affidato alla zia paterna Aya, la famiglia materna che lo rivoleva in patria. Sulla vicenda la Procura ha aperto un'inchiesta per sequestro di persona.

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Eitan Biran, il bimbo di 6 anni unico sopravvissuto della sua famiglia alla strage del Mottarone, è stato “portato” in Israele dal nonno materno. Il 10 giugno scorso il piccolo, dopo più di un mese in ospedale, era tornato nella sua casa a Pavia insieme alla zia Aya alla quale è stato affidato dopo la scomparsa dei genitori e dei bisnonni. Una ripresa lenta quella di Eitan, messa in crisi anche dalla battaglia legale per il suo affidamento, in cui era “spuntata” la famiglia materna che vive in Israele e che in un incontro pubblico con la stampa aveva avanzato la sua rischiesta di riportare il bimbo in patria.

Ieri pomeriggio Eitan ha incontrato il nonno materno, venuto a Pavia per vederlo, che però non lo ha più riportato a sua zia. A dare il primo allarme Amos Dor, amico di Aya: “Questa mattina Shmuel Peleg, il nonno, è venuto a trovare Eitan, una visita concordata e organizzata in anticipo. Avrebbe dovuto riportare Eitan ad Aya intorno alle 18.30, cosa che non è invece avvenuta”. A quel punto la zia si è immediatamente recata in Questura a Pavia per segnalare la scomparsa del bambino. La sera Milo Hasbani, Presidente della comunità ebraica di Milano ha fatto sapere che il bimbo è arrivato in Israele.

Per l’avvocato della zia, Armando Simbari si tratta di un vero e proprio “sequestro di persona”, avvenuto in violazione dei provvedimenti dell’autorità italiana. Il giornale israeliano, The times of Israel descrive nei particolari come il nonno abbia portato con sé il piccolo Eitan: insieme hanno lasciato ieri la casa della zia senza rincasare in serata. Poi, il nonno ha inviato un messaggio nel quale ha affermato che “Eitan è tornato a casa”. Il viaggio di Eitan in Israele, con un jet privato, è stato reso possibile perché la famiglia Peleg ha continuato a detenere il passaporto israeliano del piccolo, contrariamente all’ordine del giudice italiano. Sulla vicenda la Procura ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona.

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