venerdì, 24 Settembre 2021

Pordenone, tutto tranne che una Onlus: scoperta società fittizia a scopo di lucro

L'ONLUS è riuscita a percepire nel corso degli anni finanziamenti pubblici, erogati dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da altri Enti pubblici, per complessivi 560mila euro.

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La Guardia di Finanza di Pordenone ha condotto indagini nei confronti di un’associazione di volontariato no profit, ad esito delle quali è emerso che la stessa, formalmente dedita al volontariato in ambito di “Protezione Civile”, in realtà conduceva, da anni, esclusivamente attività ludico/sportive, anche aventi scopo di lucro.

Nel periodo emergenziale dovuto alla pandemia causata dal COVID-19, nessun assetto della ONLUS ha trovato impiego nel comparto, malgrado la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia sia stata coinvolta fin da subito, con tutte le sue risorse quotidianamente impiegate sul territorio. Per contro, durante la pandemia, la sede dell’Associazione, realizzata anche con finanziamenti pubblici, trovava impiego per ospitare attività sportive di “softair”.

È stata anche rilevata la presenza di personale associato all’Ente come “volontario di Protezione Civile” che svolgeva, sostanzialmente retribuito con fittizi “rimborsi”, attività di mero lavoro dipendente esclusivamente a favore dell’Associazione.

La fittizia ONLUS, attraverso artifizi e raggiri, era riuscita ad indurre in errore diverse Autorità pubbliche circa la sussistenza dei requisiti giuridici e fattuali per i quali poteva ottenere la qualifica fiscale di “organizzazione non lucrativa di utilità sociale”, che prevedono necessariamente lo svolgimento di azioni in settori di interesse collettivo e di rilevante utilità sociale, a favore della collettività, aventi come scopo esclusivamente il perseguimento di finalità di solidarietà sociale. Così l’ONLUS è riuscita a percepire nel corso degli anni finanziamenti pubblici, erogati dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da altri Enti pubblici, per complessivi 560mila euro.

Inoltre, come soggetto “ONLUS”, l’associazione ha fruito indebitamente, per anni, del contributo pubblico, per un importo complessivo di 26mila e 500 euro, riferibile al “5×1000”, istituito con legge n. 266/2005 e destinato agli Enti che svolgono attività “socialmente rilevanti”.

Alla conclusione delle indagini, risultano indagate dall’Autorità Giudiziaria tre persone, succedutesi nel tempo nella rappresentanza legale e nella gestione dell’associazione, per il reato di truffa ai danni dello stato, nonché l’ente stesso per responsabilità amministrativa.

La Procura della Repubblica ha disposto l’esecuzione di perquisizioni nei confronti della ONLUS, nonché l’invio degli atti ad altre Autorità deputate all’attività di vigilanza dell’Ente.

Infatti, la Sezione Giurisdizionale della Procura Contabile della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia di Trieste, in relazione ai finanziamenti regionali indebitamente percepiti, ha disposto un provvedimento di sequestro conservativo per un importo di 560mila euro, pari all’importo dei finanziamenti indebitamente percepiti;
la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con apposito decreto, ha disposto la cancellazione dell’Associazione dal “registro generale del volontariato organizzato”;
l’Agenzia delle Entrate ha escluso l’Associazione dall’elenco dei beneficiari del riparto del cinque per mille dell’IRPEF, nonché intrapreso, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le conseguenti azioni per il recupero dei contributi della specie indebitamente percepiti in passato. Inoltre la stessa Agenzia delle Entrate, proprio per l’assenza di attività di tipo pubblicistico e la presenza di attività lucrative che ne avevano fatto venir meno i presupposti per poter essere considerata un Ente no profit, ha emesso nei confronti della ONLUS, avvisi di accertamento per complessivi 393mila euro, di cui 204mila per imposte non pagate e 189mila per sanzioni.

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