giovedì, 24 Giugno 2021

Mottarone, interrogatorio di garanzia del capo servizio Tadini: “Ho messo io il forchettone”

Sono partiti oggi gli interrogatori di garanzia per Luigi Nerini, Enrico Perocchio e di Gabriele Tadini. Spunta cartello fuori "se colpevoli carcere".

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L’interrogatorio di garanzia di Luigi Nerini, proprietario di Ferrovie del Mottarone, del direttore dell’esercizio Enrico Perocchio e del capo servizio Gabriele Tadini, sono iniziati oggi. La Procura della Repubblica considera, a vario titolo, responsabili di quanto tragicamente avvenuto domenica, quando hanno perso la vita 14 persone.

Saranno sottoposti alle domande del gip del Tribunale di Verbania, Donatella Banci Bonamici. Il primo a essere ascoltato è stato il caposervizio dell’impianto Gabriele Tadini, difeso dal legale Marcello Perillo, ha ribadito le dichiarazioni rese nella giornata del 25: “Il mio assistito ha confermato al Gip di aver messo il blocco del freno”.

Ha ammesso di aver posizionato lui il forchettone, ma che era successo anche altre volte in passato. Ha inoltre spiegato che le anomalie manifestate dall’impianto non erano riconducibili alla fune e ha escluso collegamenti tra i problemi ai freni e quelli al cavo. L’udienza è durata circa tre ore. Grazie alla confessione, la difesa spera di ottenere gli arresti domiciliari per Tadini.

Il procuratore Olimpia Bossi e il pm Laura Carrara, avevano richiesto per tutti la convalida del fermo e di custodia in carcere. La tesi della Procura è che la scelta di Tadini, come da lui chiarito, sia stata avallata per motivi economici dal gestore Luigi Nerini e dal direttore di esercizio Enrico Parocchi, che dovranno essere interrogati a breve. Anche se dovessero negare dell’uso del forchettone, sarà il gip Donatella Banci Buonamici a dover decidere sulla convalida e sull’eventuale misura cautelare

Per la Procura ci sono tutte le esigenze cautelari: pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Nel frattempo, una persona fuori dal carcere ha innalzato un cartello con su scritto “se colpevoli, ergastolo”.

La Regione per la giornata di domani ha proclamato una giornata di lutto in tutto il Piemonte per le vittime della funivia Mottarone. Il presidente della Regione, Alberto Cirio ha firmato il decreto dove invita la popolazione a osservare un minuto di silenzio alle 12 e gli enti pubblici piemontesi a riunirsi nella manifestazione del cordoglio a una settimana dall’incidente.

Negli uffici regionali, la bandiera italiana e quella della Regione Piemonte, insieme a quella dell’Unione europea, saranno esposte a mezz’asta. Per il Governatore “Nulla può lenire il dolore, ma sentiamo il bisogno di ricordare in un modo solenne coloro che hanno perso la vita in questa follia. Il Piemonte non smetterà mai di stringersi alle loro famiglie e al piccolo Eitan”.

 

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