sabato, 18 Settembre 2021

Recovery, Consiglio dei Ministri vara il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: via libera dall’Unione Europea

In Consiglio dei Ministri la situazione si è sbloccata dopo il confronto avvenuto tra il Premier Mario Draghi e la maggioranza. Impegno del Ministro Franco a prorogare il superbonus inserendolo nella manovra a settembre.

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È stata una una lunga giornata politica quella di ieri. Dopo una serie di rinvii, in tarda serata si è tenuto il Consiglio dei Ministri sul PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La situazione si è sbloccata dopo il confronto avvenuto tra il Premier Mario Draghi e la maggioranza, e, successivamente, con la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Nel corso del Consiglio dei Ministri, Draghi si è anche scusato per la lunga attesa che ha accompagnato la riunione.

Il PNRR è dunque pronto, una telefonata tra Draghi e la Von der Leyen ha sbloccato la discussione sulle riforme contenute nel recovery plan, causa dello slittamento del CDM, inizialmente previsto per la mattinata e poi iniziato in tarda sera.

Draghi garantisce l’impegno dell’Italia nell’attuare al più presto tutte le riforme, anche quella relativa al superbonus non prorogato al 2023, ma su c’è l’impegno del Ministro Franco al suo inserimento in manovra a settembre. Un punto essenziale, come lo ha definito l’ex Premier Conte, sul quale sono d’accordo anche i Grillini, PD e Forza Italia. D’accordo anche Lega, che durante il CDM, avrebbe usato toni più concilianti con il Premier.

Ecco cosa prevede il PNRR. Ai 18 miliardi previsti per le agevolazioni fiscali sui lavori di efficientamento energetico e antisismico per il 2022 non si aggiungono i 10 per il 2023 che però si troveranno nella prossima manovra economica.

In totale, sono previsti 221 miliardi e mezzo di euro, 30 da risorse nazionali e 191 da finanziamenti europei. Si stima che, a fine piano nel 2026, il prodotto interno potrebbe crescere del 3,6% più un altro punto è atteso dalle quattro riforme previste: pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza e fisco.

Alla digitalizzazione saranno destinati 43 miliardi, 57 alla rivoluzione verde, 25 alle infrastrutture, 32 all’istruzione, 15 alla salute e 17 all’inclusione. L’opzione quota 100 scadrà a fine anno senza rinnovo e verrà sostituita da misure a favore di lavoratori impegnati in mansioni logoranti.

Il piano punta sulla ripresa economica del Sud, al quale sono destinati il 40% dei fondi. Il testo del Piano prevede la norma sulla condizionalità per donne e giovani. Questo significa che ciascun progetto del recovery dovrebbe avere una ‘quota’ obbligatoria per l’assunzione di donne e giovani.

Gli interventi saranno coordinati da Palazzo Chigi e dai Ministri competenti. Nelle prossime settimane, un decreto con un decreto si deciderà in che modo coinvolgere forze politiche e le parti sociali.

Recovery plan
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