martedì, 18 Maggio 2021

Recovery, slitta al pomeriggio il Consiglio dei Ministri: tanti i nodi da sciogliere.

Slitta ancora il Cdm. Ancora molti nodi da sciogliere: è scontro sul superbonus? La Gelmini sente Franco.

Da non perdere

Slitta ancora il Consiglio dei Ministri. Troppi i nodi da sciogliere: superbonus in testa.

Si sarebbe dovuto svolgere ieri, venerdì 23 Aprile, e poi questa mattina alle 10 il Consiglio dei Ministri. E invece è stato rinviato ancora una volta. La riunione dovrebbe tenersi, però, nel pomeriggio. Sul tavolo incertezze, nervosismi e nodi da sciogliere.

Il primo riguarda il superbonus al 110% per cui Forza Italia, Pd e Movimento 5 Stelle hanno chiesto una proroga fino al 2023. Nella stessa giornata di ieri, infatti, il M5S ha fatto uscire una nota, a firma di Luigi Di Maio, Federico D’Incà, Stefano Patuanelli e Fabiana Dadone, in cui provano a placare le tensioni: “Dopo settimane di lavoro, siamo contenti di constatare che nel Pnrr ci siano oltre 10 miliardi di euro per il superbonus. Inoltre, nel fondo investimenti ci sono altri 8 miliardi di euro. La delegazione M5S in Cdm chiederà garanzie nero su bianco affinché, nei prossimi provvedimenti economici, venga prorogato al 2023».

Il M5S si aspetta “inequivocabili segnali da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi già lunedì in Parlamento”. Mentre la Gelmini ha chiesto, a nome del proprio partito, chiarimenti sul superbonus. Il ministro dell’Economia Daniele Franco avrebbe garantito, nell’ambito della discussione sul Recovery fund, che per il 2023 le risorse per l’agevolazione saranno indicate dalla prossima Legge di Bilancio.

Per Antonio Tajani, coordinatore di Fi, “il recovery plan del Governo è migliore rispetto a quello di Conte che ci ha fatto fare una figuraccia a Bruxelles. Grazie a noi è migliorato. Aspettiamo il testo definitivo, ma credo ci siano correttivi da apportare riguardo la politica industriale e la rigenerazione urbana. I fondi destinati al Sud non devono essere inferiori al 40%”. “I comuni devono avere meno burocrazia” ha spiegato, aggiungendo che “detrazioni per l’edilizia e super bonus sono importanti per un settore fondamentale per l’economia”.

Da parte sua il Pd, ha ribadito il segretario Enrico Letta, chiede una “clausola di condizionalità a favore dell’occupazione giovanile e femminile, per creare un legame fra ciò che c’è scritto nel piano e i creatori di lavoro che saranno destinatari delle risorse del piano. Quelle risorse dovranno essere applicate con un favore particolare verso l’occupazione giovanile e femminile. Perché su questi fronti il nostro Paese è indietro. È una nostra bandiera che ci portiamo in questo piano e che gli permetterà di funzionare meglio”.

Fratelli d’Italia, invece, è l’unico partito d’opposizione in Parlamento. Giorgia Meloni, sulla sua pagina Facebook chiede ufficialmente il rinvio del dibattito parlamentare ai Presidenti delle Camere ed aggiunge: “Mancano meno di 48 ore dalle sedute parlamentari e il Recovery Plan non è stato ancora nemmeno pubblicato. In Italia, ormai, la democrazia è sospesa anche grazie all’ampia maggioranza che sostiene il Governo, che su un tema così importante ha deciso di rinunciare ad esercitare il suo ruolo”.

Il secondo nodo, se così si può definire, riguarda il malcontento di alcuni ministri per aver trovato su giornali e agenzie di stampa la bozza del piano prima ancora che venisse inviata ai loro uffici, senza avere il tempo di esaminare il testo prima della riunione di governo.

Ultim'ora