lunedì, 20 Maggio 2024

Corea del Nord, missile sorvola il Giappone: si pensa a un lancio intercontinentale. Gli Usa: “Violate risoluzioni Onu”

Secondo l'esercito sudcoreano, il primo missile ha attraversato la separazione delle fasi, una caratteristica peculiare delle armi a lungo raggio come un missile balistico intercontinentale. Ma dopo la separazione della seconda fase, il test pare abbia fallito la traiettoria di volo normale.

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La Corea del Nord continua a lanciare missili ed effettuare test sia verso il Sud della penisola che in direzione Giappone. A fare notizia, rispetto alle continue “esercitazioni giornaliere, è un sospetto missile balistico intercontinentale (ICBM). Un lancio fallito ma che ha costretto il governo giapponese a emettere allarmi di evacuazione nella parte settentrionale e centrale del Paese. Quelli effettuati oggi, giovedì 3 novembre, sono gli ultimi di una serie di test sulle armi degli ultimi mesi che hanno sollevato le tensioni nella regione. L’ICBM arriva il giorno dopo che Pyongyang ha lanciato più di 20 missili, il massimo in 24 ore, incluso uno atterrato al largo delle coste della Corea del Sud per la prima volta e ha spinto Seul a sparare missili aria-terra in risposta.

La condanna formale del Giappone

Appena ricevuto l’avvertimento di un missile che stava sorvolando il Giappone, l’ufficio del primo ministro Fumio Kishida aveva diramato avvertimenti ai residenti delle prefetture settentrionali e centrali di Miyagi, Yamagata e Niigata, invitandoli a rifugiarsi all’interno di stabili edifici o sotterranei. In più, il servizio ferroviario ad alta velocità in quelle regioni è stato temporaneamente sospeso a seguito dell’allerta missilistica, per poi riprendere dopo poco. Kishida, in seguito, ha fatto sapere che il primo missile lanciato potrebbe essere stato un missile balistico intercontinentale. Il primo ministro giapponese ha condannato i test della Corea del Nord e ha affermato che i funzionari stavano analizzando i dettagli delle armi. “I ripetuti lanci di missili della Corea del Nord sono un oltraggio e non possono essere assolutamente perdonati“, ha aggiunto.

La reazione degli Stati Uniti

Da Washington, invece, fanno sapere che il lancio è stata una chiara violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. “Questa azione sottolinea la necessità per tutti i paesi di attuare pienamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che hanno lo scopo di vietare (alla Corea del Nord, ndr) di acquisire le tecnologie e i materiali necessari per eseguire questi test destabilizzanti“, ha sentenziato un portavoce del Dipartimento di Stato in una nota ufficiale.

Falso allarme

Secondo la ricostruzione fornita dal ministro della Difesa giapponese Yasukazu Hamada, il primo missile è stato lanciato verso le 7:40, orario locale. “Abbiamo rilevato un lancio che aveva il potenziale per sorvolare il Giappone e quindi è stato attivato il J Alert, ma dopo aver controllato il volo ci siamo resi conto che non era passato sopra il Giappone“, ha detto Hamada ai giornalisti. Il missile ha volato a un’altitudine di circa 2mila km e un raggio di 750 km (460 miglia), ha aggiunto il ministro. Nel gergo tecnico, tale schema di volo è chiamato “traiettoria sospesa“, quando un missile viene lanciato in alto nello spazio per evitare di sorvolare i paesi vicini.

Lancio dell’ICBM fallito

Circa mezz’ora dopo la prima segnalazione del lancio, la Guardia Costiera giapponese ha informato che il missile era caduto. L’ex comandante della flotta marittima giapponese Yoji Koda ha affermato che la perdita del tracciamento radar sul proiettile indicava un lancio fallito. Significa che a un certo punto della traiettoria di volo c’è stato qualche problema per il missile e in realtà si è rotto“, ha spiegato Koda. “Sebbene la testata sia caduta nel mare tra la penisola coreana e il Giappone, i detriti, che avrebbero viaggiato ad alta velocità, potrebbero essere passati sul Paese“, ha aggiunto il comandante.

La versione della Corea del Sud

Il capo di stato maggiore congiunto della Corea del Sud ha affermato che il missile a lungo raggio è stato lanciato vicino alla capitale nordcoreana di Pyongyang. Circa un’ora dopo il primo lancio, l’esercito sudcoreano e la guardia costiera giapponese hanno segnalato un secondo e un terzo lancio. Secondo Seul, entrambi erano missili a corto raggio lanciati da Kaechon, a nord di Pyongyang. Il 4 ottobre, la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico sul Giappone per la prima volta in cinque anni, invitando i residenti a mettersi al riparo. Si è trattato del missile più lontano che Pyongyang abbia mai lanciato.

Il Paese guidato da Kim Jong-Un ha condotto un numero record di lanci quest’anno e l’ultimo è arrivato durante le esercitazioni militari su larga scala in corso tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, che Pyongyang sostiene essere una “provocazione”. Le esercitazioni, note come Vigilant Storm, coinvolgono circa 240 aerei da guerra, inclusi caccia F-35, che organizzano missioni simulate 24 ore su 24.

L’ossessione per essere riconosciuto come “stato nucleare”

Molti dei voli missilistici della Corea del Nord sono violazioni dirette delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma è improbabile che il suo attuale ciclo di provocazioni raggiunga il picco fino a quando Pyongyang non condurrà il suo settimo test nucleare tanto atteso“, ha affermato Leif-Eric Easely, professore all’Università di Ehwa a Seul, in Corea del Sud. “Il regime di Kim potrebbe assaporare l’ansia internazionale in vista della sua prossima detonazione nucleare, credendo che una maggiore attenzione globale affretterà l’accettazione della Corea del Nord come stato dotato di armi nucleari“, ha aggiunto. L’ultimo test nucleare condotta da Pyongyang risale al 2017.

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