domenica, 3 Marzo 2024

Guerra in Ucraina, raid aerei Kiev senza luce e acqua. Blocco export grano: l’ONU cerca di salvare accordo

Raid aerei russi su tutto il territorio dell'Ucraina, interessata anche la regione di Kiev. Nella capitale colpite infrastrutture energetiche, alcune zone sono senza acqua e luce. Sabato, a seguito degli attacchi ucraini in Crimea, Russia ha detto stop ad accordo sul grano. Ferme 218 navi nel Mar Nero, ONU cerca di salvare accordo, i prezzi sono già alle stelle.

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Questa mattina, intorno alle ore 7:30, è scattato l’allarme anti-aereo in tutto il territorio dell’Ucraina. In particolar modo le regioni interessate sono Zhytomyr, Vinnitsa, Cherkasy, Chernivtsi, Kharkiv, Kirovograd, Nikolaev, Odessa, Poltava. Non è stata risparmiata neanche la regione di Kiev, infatti le esplosioni si sono udite anche nella capitale dove la difesa aerea sta operando con estrema efficacia. Questo fa sapere l’amministrazione militare della città su Telegram. Le diverse istituzioni delle varie zone hanno reso noti i danni causati dagli attacchi russi. Il capo dell’amministrazione militare regionale di Cherkasy, Ihor Taburets, ha fatto sapere che un’importante infrastruttura è stata colpita a tal punto da isolare parte della regione. Anche il sindaco di Kharkiv, Igor Terekhov, ha riferito degli attacchi russi alle infrastrutture critiche della città.

Kiev senza luce e acqua

“A seguito degli attacchi aerei alle infrastrutture, parte della capitale è stata tagliata fuori. Non c’è approvvigionamento idrico in alcune zone, né elettricità. Tutti gli altri servizi funzionano”, queste le parole del sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko su Telegram. Il primo cittadino ha confermato che i raid russi di questa mattina hanno colpito infrastrutture energetiche e che in alcune zone della città non c’è elettricità né acqua. Precedentemente, la stessa amministrazione aveva riferito che la difesa dei cieli di Kiev aveva risposto al fuoco nemico e, al contempo, si esortavano i cittadini a restare nei rifugi.

Grano alle stelle, ONU cerca di salvare accordo

Sabato 29 ottobre, a seguito degli attacchi ucraini alle navi in Crimea, la Russia ha dichiarato di aver sospeso la partecipazione all’iniziativa sul grano del Mar Nero di luglio, che consentiva al principale esportatore, ovvero l’Ucraina, di spedire prodotti agricoli. Sono 218 le navi “effettivamente bloccate” a seguito della mossa di Mosca, l’ha dichiarato il ministero delle Infrastrutture ucraine. Le Nazioni Unite, la Turchia e la stessa Ucraina stanno cercando di trovare un accordo affinché oggi possano transitare almeno 16 navi attraverso il Mar Nero. Sono riuscite in 12 a partire, l’ha annunciato il ministro ucraino delle infrastrutture Oleksandr Kubrakov. Le delegazioni dell’Onu e della Turchia hanno messo a disposizione dieci squadre di ispezione per controllare 40 navi al fine di soddisfare l’iniziativa sul grano del Mar Nero. Il piano di ispezione è stato accettato dalla delegazione ucraina. “La delegazione russa è stata informata”, ha annunciato il Ministro.

Gli analisti hanno previsto un’impennata dei prezzi globali del grano. Da luglio, quando è iniziata l’iniziativa sul grano, sono stati esportati più di 9.5 milioni di tonnellate di mais, grano, girasole, orzo, colza e soia. I future sul grano tenero balzano del 5.6% a 8762,5 dollari al bushel, dopo aver toccato un massimo del 7.7%, mentre quelli sul grano duro salgono del 4.8% a 9645 dollari il bushel, dopo un picco del +6.2%, sui timori di un nuovo blocco all’export di grano ucraino, tra i principali produttori internazionali di frumento. Tra i beni alimentari si surriscaldano anche il mais (+2.3% a 696,7 dollari) e l’olio di palma (+2.8%)

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