venerdì, 12 Agosto 2022

Vaiolo delle scimmie, salgono i contagi: 14 casi in Campania primo in Sardegna. L’esperto: “Attenzione ai genitali”

Registrati 14 nuovi casi in Campania e il primo in Sardegna. Ha parlato Alessandro Perrella, capo dell'organizzazione sul vaiolo delle scimmie nell'Ospedale infettivo di Napoli, esortando la popolazione a farsi monitorare. Il virus si diffonde in maniera differente, "attenzione ai rapporti sessuali non protetti sia tra eterosessuali sia tra gli omosessuali"

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“Finora sono 14 i casi in Campania di vaiolo delle scimmie, ci stiamo organizzando per un controllo ad hoc al Cotugno, ma prima di tutto ci vuole responsabilità personale“, queste le parole di Alessandro Perrella, capo dell’Organizzazione sul vaiolo delle scimmie nell’ospedale infettivo di Napoli, che ha esortato la popolazione, in particolare i suoi concittadini, “a farsi controllare qualora dovessero notare delle vescicole sul proprio corpo, soprattutto nelle parti genitali“. Ha spiegato che gli studi sono iniziati quando il virus era allo stato embrionale, a maggio, per capire come affrontarlo dato il tasso di contagio davvero irrisorio. Al momento, i casi sono saliti nella regione campana ma “si curano con l’isolamento domiciliare“.

Per quanto riguarda i sintomi causati dal vaiolo delle scimmie, l’infettivologo ha rassicurato sul fatto che non sono stati rilevati gravi sintomi e che bisogna spostare il focus sul suo possibile sviluppo. Infatti, i 14 casi registrati sono stati il risultato di “circa 50 test fatti finora, questo vuol dire che il virus si sta diffondendo e bisogna frenarlo per evitare che muti“.

Come si trasmette il vaiolo

Lo scenario non è nuovo, già con il Covid abbiamo sperimentato isolamento domiciliare, tamponi e l’attesa di un vaccino. Si teme, però, che anche il vaiolo delle scimmie possa avere una diffusione in larga scala causando un tasso d’incidenza drammatico. Ciò che fa tirare un sospiro di sollievo è che la sua trasmissione si sta manifestando in una modalità differente, ha spiegato Perrella: “Si mischia con droplets o contatto delle vescicole che sono piene di particelle virali e se hai un contatto con quel liquido oppure vanno nell’aria e tu le respiri lo prendi.

Le vescicole sono spesso in regioni anali e in rapporti sessuali non protetti c’è la possibilità di un contagio maggiore, sia tra gli eterosessuali che tra gli omosessuali”. Se per il Covid, risultavano salvifiche mascherine e Amuchina, per il vaiolo delle scimmie, come misure precauzionali bisognerà, per il momento, avere un forte senso di responsabilità nel notare una vescicola e farsi monitorare, “bisogna comprendere il pericolo”. Si può quasi affermare che il vaiolo delle scimmie è decisamente meno grave rispetto al Covid soprattutto perché esiste già un vaccino contro il vaiolo, obbligatorio fino al 1980, e 2 antivirali. Infatti, sono meno a rischio tutti coloro che ad oggi sono anziani o di mezza età perché l’hanno ricevuto da piccoli. Nonostante questo, ha continuato Perrella: “Ci stiamo organizzando perché a livello internazionale i contagi si alzano“.

Procedure da seguire in caso di contagio

Inoltre, questo virus è ambulatoriale, si dovrà seguire un triage qualora si notassero delle vesciche sul corpo. Prima un tampone, se l’esito è positivo si è sottoposti a isolamento per 14 giorni; “se dovesse salire la febbre o peggio, si ritorna al Cotugno ma finora non è accaduto a nessuno”, ha concluso l’infettivologo. Dopo la Campania, è stata colpita anche la Sardegna. E’ stato rilevato dai laboratori dell’Aou di Cagliari, al Politecnico di Monserrato, il primo caso accertato di vaiolo delle scimmie. Dalle prime notizie, dovrebbe trattarsi di un paziente ricoverato all’ospedale SS.

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