sabato, 20 Agosto 2022

L’annuncio di Conte: “Non votiamo il Decreto aiuti”. Draghi verso il Colle: tutto pronto per la Crisi di governo

Si apre la crisi di Governo, il M5S non voterà la fiducia e Draghi potrebbe dimettersi. Salvini e Meloni: "Subito al voto". Provenzano attacca il centrodestra: "Stanno provando a cogliere l'attimo".

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Dopo la riunione-fiume avvenuta nella giornata di ieri l’ex premier Giuseppe Conte ha annunciato che il Movimento 5 Stelle non voterà la fiducia sul Decreto Aiuti. Lo ha dichiarato all’apertura dell’assemblea dei Parlamentari pentastellati al termine di una giornata convulsa e contraddittoria. Non sono bastate, quindi, le promesse di un nuovo patto sociale e di nuove misure contro i salari troppo bassi a convincere i grillini e alla vigilia del voto di fiducia in Senato il partito si divide su una decisione sofferta che potrebbe provocare altri tumulti all’interno del Movimento, sancendo, di fatto, uno strappo definitivo con il Governo Draghi.

Provenzano: “Nuove elezioni obiettivo del centrodestra”

L’esecutivo è, quindi, a un passo dalla crisi. Lo ha ribadito il Premier direttamente a Giuseppe Conte nel corso di una telefonata avvenuta nella serata di ieri. Il Pd ha preso subito la palla al balzo dichiarando che senza il voto del Movimento non ci sarebbero più i presupposti per andare avanti e che si dovrebbe andare dritti verso nuove elezioni. Il vice Segretario dei Dem Giuseppe Provenzano ha fatto sapere che non ci saranno ricatti da parte del suo Partito alimentando il sospetto che il voto sia l’obiettivo del centrodestra: “Stanno provando a cogliere l’attimo, chiediamo ai 5 stelle di non fargli questo regalo”.

Meloni e Salvini: “Elezioni subito”

D’altro canto, il centrodestra sa di partire con i favori del pronostico in caso di nuove elezioni. Giorgia Meloni sui social urla “elezioni subito” parlando di un’Italia in ostaggio di litigi e beghe di palazzo e di una nazione che ha bisogno di un Governo forte, coeso e che faccia realmente gli interessi degli italiani. Matteo Salvini segue la linea della Meloni affermando che è meglio far votare gli italiani invece di far passare loro 9 mesi sulle montagne russe.

Ma all’interno della Lega affiorano posizioni più prudenti. Il governatore del Veneto Zaia e quello della Lombardia Attilio Fontana, arrivati ieri a Roma per incontrare Draghi per parlare delle olimpiadi invernali Milano-Cortina, hanno ribadito che è compito del Presidente Mattarella sentire le forze politiche, come previsto dalla Costituzione, per capire se ci sono i numeri per andare avanti. Ancora diversa è la posizione di Forza Italia, prima Silvio Berlusconi e poi Antonio Tajani si dicono convinti che anche senza i pentastellati ci sarebbero i numeri per continuare a condizione che a guidare l’esecutivo sia ancora Draghi.

La situazione nel Movimento

All’interno del Movimento, invece, la spaccatura è netta e la tensione è a fior di pelle: c’è chi è pro-governo e chi è per la rottura. Adg aver prevalso sembrerebbe essere stata “l’ala dura” che ha incalzato l’ex Premier dai fianchi. Sono arrivati, ad esempio, messaggi di fuoco da parte dell’ex Sindaca della capitale Virginia Raggi che ha dichiarato: “Se votate il Decreto Aiuti, che contiene anche una norma ad hoc per favorire la costruzione dell’inceneritore a Roma, mollo tutto anche io”. Conte, insomma, si ritrova impossibilitato a mediare nonostante il sostegno di pedine governiste come Federico D’Incà e Davide Crippa. A giovarne da questa situazione potrebbe essere ancora una volta Luigi Di Maio che da questa crisi interna si aspetta altri passaggi.

Lo scenario

Le dimissioni di Draghi sono l’ipotesi più accreditata qualora si accertasse che non ci sono le condizioni per proseguire. Come dichiarato dal premier non c’è la disponibilità da parte sua a proseguire con una maggioranza diversa. Il Presidente Mattarella, intanto, è pronto a richiamare i partiti alla responsabilità.

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