venerdì, 1 Luglio 2022

Nola, corruzione nell’ufficio del Giudice di Pace: misure cautelari per 15 persone – VIDEO

Cancellieri ed operatori giudiziari garantivano incarichi di ctu a medici, geometri e periti dietro ricompensa di denaro. Questa la scoperta della Procura di Nola al termine delle indagini.

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L’esito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, ha portato ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Nola nei confronti di 15 persone. Tra i soggetti interessati cancellieri, operatori giudiziari, avvocati, medici ed altri professionisti. Gli individui sono indiziati, a vario titolo, di corruzione, occultamento di atti pubblici, falso in atto pubblico, truffa ai danni dello Stato e depistaggio.

Le misure cautelari

Per tre cancellieri e tre avvocati è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. È stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla P.G. nei confronti del Direttore Amministrativo pro tempore della Cancelleria del Giudice di Pace di Sant’Anastasia. Per otto professionisti tra medici, geometri e periti assicurativi è stato disposto il divieto di dimora nel medesimo Comune.

Le indagini

Dalle investigazioni condotte è emersa una prassi costante e consolidata di gestione illecita degli affari penali presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Sant’Anastasia con riferimento, in particolare, all’assegnazione delle consulenze tecniche d’ufficio. Secondo quanto riportato nel comunicato dalla Guardia di Finanza, cancellieri ed operatori giudiziari erano soliti garantire l’affidamento di incarichi di ctu a medici, geometri e periti assicurativi compiacenti, dietro ricompensa di denaro contante e utilità varie. Tutto questo accadeva all’interno dell’Ufficio Giudiziario e presso il domicilio degli impiegati indagati.

Il sistema illecito si è esteso anche ad avvocati legati da rapporti di amicizia con i dipendenti pubblici. Dipendenti che, dietro erogazione di periodiche utilità, si garantivano libero accesso agli Uffici. Questi, in maniera indisturbata, sottraevano documentazione da fascicoli per poi ottenere l’anticipazione della pubblicazione delle sentenze alterando il normale ordine cronologico. Nell’ambito della stessa indagine, il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria di Roma ha anche accertato l’utilizzo di valori bollati contraffatti da parte di due avvocati.

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