mercoledì, 29 Giugno 2022

“Educare alla cultura della non discriminazione”: la Giornata contro l’omotransfobia serve ancora

Quasi 150 i casi di violenza per l'orientamento sessuale che sono stati registrati da marzo 2021 ad aprile 2022. "Occorre educare a una cultura della non discriminazione", le parole del Presidente della Repubblica.

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Sono 148 le vittime di casi di violenza omotransfobica in Italia registrati da marzo 2021 ad aprile 2022. A riferirlo è il rapporto Omofobia.org, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra oggi in 130 Paesi. La data ha un valore simbolico: il 17 maggio del 1990 l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità eliminava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, riconoscendo l’orientamento sessuale parte dell’identità di ogni individuo.

“Occorre educare a una cultura della non discriminazione, per costruire una comunità che metta al bando ogni forma di prevaricazione radicata nel rifiuto delle differenze. Solidarietà e responsabilità sono alla base della nostra comune convivenza. Solo la comprensione reciproca può portare alla piena accettazione di tutto ciò che è altro da sé e al riconoscimento di ciascuna individualità”, queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La storia

La Giornata è stata istituita nel 2004 dal Comitato Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia, per condannare le discriminazioni che subiscono le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Ma è solo dal 2007, con la “Risoluzione del Parlamento europeo”, che questa giornata viene celebrata in tutta l’Unione Europea. Nonostante le istituzioni e la società tutta siano chiamate a organizzare iniziative per riflettere e denunciare ogni atto di violenza, odio e discriminazione compiuto in nome dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, ancora tanti sono gli episodi di violenza gratuita su chi si reputa diverso da noi, soprattutto tra i giovani.

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