venerdì, 1 Luglio 2022

Sos epatite acuta pediatrica, primo caso in Messico. Gli esperti: “Possibile correlazione tra Adenovirus e Covid”

Il Ministero della Salute del Messico ha segnalato il primo caso di epatite acuta pediatrica in un minore nella capitale dello Stato di Culiacán. Secondo gli esperti, l’origine dell’infezione sarebbe da rintracciare nell’Adenovirus, un virus che provoca raffreddori e dissenteria negli adulti e che potrebbe causare grossi problemi nei bambini.

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Dopo i casi di epatite acuta infantile di origine sconosciuta rilevati nelle settime scorse nel nostro Paese, continua a crescere la preoccupazione anche al di fuori dei confini nazionali. Questa mattina, 17 maggio, il Ministero della Salute del Messico ha segnalato il primo caso di epatite acuta pediatrica in un minore nella capitale dello Stato di Culiacán, in Messico. A quanto pare, un 15enne delle zona avrebbe accusato i sintomi dell’epatite acuta e, al momento, è stato isolato e ricoverato, ma non sarebbe in gravi condizioni. A oggi, l’Oms ha dichiarato la presenza della malattia almeno in 20 Paesi, tra cui l’Italia.

Allarme epatite pediatrica: le ipotesi degli esperti

Secondo gli esperti, l’origine dell’infezione sarebbe da rintracciare nell’Adenovirus, un virus che provoca raffreddori e dissenteria negli adulti e, alcune volte, potrebbe causare grossi problemi nei bambini. Si ipotizza che, a causa di due anni di pandemia e restrizioni varie, la non esposizione ai virus comuni abbia contribuito drasticamente a ridurre le difese immunitarie nella popolazione e, in questo caso, anche nei più piccoli. Un’altra ipotesi riguarda la possibilità di stretta correlazione tra Adenovirus e Covid, con conseguente modifica del genoma Adenovirus (utilizzato anche nel vaccino Astrazeneca), generata da una precedente o contemporanea infezione. Si tratta, comunque, solo di ipotesi non provate.

A detta degli scienziati Petter Brodin e Moshe Arditi “l‘infezione da Sars-CoV-2 può causare la formazione di un serbatoio virale in cui si nasconde il virus, che continua a rimanere nell’organismo. La persistenza del virus nel tratto gastrointestinale può portare al rilascio ripetuto di proteine ​​virali attraverso l’epitelio intestinale, dando luogo a un’attivazione immunitaria. Quest’ultima potrebbe essere mediata da un superantigene all’interno della proteina Spike di Sars-CoV-2, che assomiglia all’enterotossina B dello stafilococco, innescando l’attivazione ampia e non specifica dei linfociti T”.

Dando un’occhiata ai test condotti su alcuni casi britannici, almeno nel 72% dei casi è stato rilevato un agente infettivo e tra i 18 casi sotto tipizzati tutti con adenovirus F-41. Pare, inoltre, che episodi di epatite acuta pediatrica si fossero manifestati anche in bambini affetti da sindrome infiammatoria multi sistemica, senza alcuna correlazione con il Covid-19. Dunque, appare evidente come le cause dell’epatite pediatrica, che dal mese di gennaio colpisce tanti bambini in Europa, restino ancora un mistero. Nei giorni precedenti, l’Ecdc (Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha registrato nuovi casi di epatite acuta di origine sconosciuta nei bambini in Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna e Regno Unito.

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