domenica, 22 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Mariupol: 40mila civili deportati dai russi più di 20mila uccisi. Croce Rossa: “Ad Azovstal orrore inimmaginabile”

Il sindaco di Mariupol ha detto che nella sua città sono stati uccisi dai russi 20mila civili e ne sono stati deportati 40mila, "costretti a svolgere diversi compiti come rimuovere i detriti e bruciare i corpi". Kiev accusa Orban di aver saputo in anticipo da Mosca dell'intenzione di invadere l'Ucraina, ma Budapest nega tutto.

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“Abbiamo verificato le liste dei residenti deportati dai russi nel loro Paese. Attualmente sono quasi 40mila persone. I nostri cittadini vengono portati ai margini della Russia, viene dato loro un certificato di immigrazione e usati per diversi lavori perché lì non c’è nessuno che lavori”. Questa la durissima denuncia del sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko, in un summit virtuale al media center di Kiev. “Stanno costringendo i cittadini a svolgere diversi compiti nella stessa Mariupol come rimuovere i detriti e bruciare i corpi dei civili uccisi: stanno nascondendo i loro crimini“, ha chiosato. Il primo cittadino, sempre in occasione del briefing, ha detto che “più di 20mila persone sono state uccise in soli due mesi“. Boychenko ha dichiarato di non sapere se effettivamente i russi stanno preparando qualcosa per il 9 maggio, giorno delle celebrazioni per la vittoria russa della Seconda Guerra Mondiale. Che Putin quel giorno dichiari formalmente guerra all’Ucraina o meno – ipotesi avanzata anche dalla Cnn – il sindaco di Mariupol è del parere che ormai i russi abbiano già fatto tutto il possibile per devastare l’Ucraina. “Putin ha già superato Hitler. Può essere orgoglioso di se stesso“, ha concluso. Intanto la procuratrice ucraina Iryna Vereshchuk, citata dall’Unian, fa sapere che gli invasori di Mosca avrebbero “preso in ostaggio il sindaco di Chernobayevka, Igor Dudar“.

Croce Rossa: “Ad Azovstal orrore inimmaginabile”

Le evacuazioni dall’acciaieria di Azovstal stanno proseguendo e fiumi di sfollati stanno raggiungendo la città di Zaporizhzhia. A confermarlo è anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), coinvolto insieme all’Onu nell’operazione di messa in fuga dei civili. “I nostri team, lavorando con il personale delle Nazioni Unite, hanno scortato più di 100 persone che hanno potuto lasciare la città e le aree circostanti“, si legge in un tweet della Icrc. Nella nota ufficiale il Comitato spiega che tra alcuni di loro ci sono dei feriti. “Le persone intrappolate nello stabilimento Azovstal hanno vissuto un orrore inimmaginabile. Non abbiamo dimenticato quelli che sono ancora lì. Continueremo a lavorare per facilitare il passaggio in sicurezza delle persone”, prosegue il comunicato sul social.

Ungheria: “Non sapevamo in anticipo dell’invasione dell’Ucraina”

In questi più di due mesi di guerra è sempre stata piuttosto chiara la vicinanza di visioni tra Orban e Putin, tanto da far pensare che tra l’Ungheria e la Russia vi fossero già prima dell’invasione degli accordi militari. Il capo del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, negli scorsi giorni ha accusato il premier ungherese Viktor Orban di essere stato informato in anticipo dal Cremlino dell’operazione speciale di denazificazione e di aver così valutato di approfittarne per annettere la Transcarpazia. Ma Budapest oggi nega assolutamente di aver saputo in anticipo da Mosca dell’intenzione di invadere l’Ucraina.

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