venerdì, 20 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, cessate il fuoco su Mariupol. Il gas spinge il Rublo sui mercati. Nulla di fatto per la ripresa dei negoziati

Mosca ha annunciato un cessate il fuoco per consentire l'evacuazione al governo di Kiev nelle zone di Mariupol. L'Ue inizia ad aver paura di un possibile blocco da parte della Russia delle forniture di gas. I negoziati potrebbero riprendere tra qualche giorno.

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Il ministro della difesa russo ha annunciato, questa mattina, 31 marzo, un cessate il fuoco per consentire l’evacuazione dei civili, un corridoio umanitario da Mariupol a Zaporizhzhia, attraverso il porto di Berdiansk controllato dalla Russia. Il ministero ha chiesto a Kiev di garantire il “rispetto incondizionato” per il cessate il fuoco attraverso la notifica scritta alla parte russa. L’Ucraina ha inviato a Mariupol 45 pullman per l’evacuazione. Dopo l’incontro di Ankara, il funzionario ucraino David Arakhamia ha fatto sapere, in un post online, che l’Ucraina aveva proposto un incontro tra i leader dei paesi già domani, 1 aprile. La Russia, però, ha risposto dicendo che è necessario lavorare di più su un progetto di trattato. Più probabile un incontro tra i ministri degli esteri di Russia e Ucraina, Sergei Lavrov e Dmytro Kuleba. “Potrebbe esserci una riunione di livello superiore, almeno a livello di ministri degli Esteri, entro circa una settimana o due settimane”, ha detto il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu in un’intervista televisiva.

Gazprom (fonte: twitter)

Il gas e le decisioni dell’Unione Europea

Da mercoledì 30 marzo, la Germania è entrata in modalità “emergenza energetica”. Da Platz der Republik, Il governo tedesco ha attivato la prima fase del suo piano di crisi. Berlino crede ci siano possibilità concrete che la situazione delle forniture di gas dalla Russia possa precipitare rapidamente. Oggi, infatti, scadono i 7 giorni concessi da Vladimir Putin alle imprese russe del gas per capire come farsi pagare direttamente in rubli. Da Mosca fanno sapere che non sarà una decisione che verrà attuata nell’immediato, ma, la richiesta c’è e i Paesi Ue si trovano in difficoltà. Dopo l’annuncio di Berlino, inoltre, il prezzo del gas in Europa, è aumentato del 14%. L’Ue sulle sanzioni sembra sempre più divisa e teme l’opinione pubblica sul caro bollette. La Germania dipende dalla Russia per il 50% del suo gas, segue l’Italia al 42%. Un’interruzione delle forniture potrebbe costringere vari settori industriali tedeschi a interrompere la produzione in 3 settimane. Secondo quanto riportato dal quotidiano russo Kommersant, Gazprom sta valutando la possibilità di un blocco totale delle forniture di gas ai “paesi ostili”.

Putin (twitter)

Russia tra illusioni e ripresa del rublo

La caccia al gas è aperta, soprattutto per quei Paesi come l’Italia, strettamente legati alle forniture russe. Da questo punto di vista, Mosca non sembra essere turbata. Il gas venduto all’Europa, nel solo mese di marzo, porterà nelle casse della Russia quasi 11 miliardi, con un +30% rispetto al mese di febbraio. Di conseguenza il Rublo, sprofondato ad un certo punto del 50% rispetto al Dollaro, è tornato ai livelli pre-invasione. Ma l’assestamento della moneta russa è solo il velo di Maya che prova a coprire un mercato valutario “in coma autoindotto”, come scrive il Wall Strett Journal. Per Mosca, il 2022 segnerà un -8% di PIL e un’inflazione del 20%. Numeri che, a quelle latitudini, non si vedevano dalla crisi del 1998.

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