mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, i russi sequestrano 2 sindaci e arrestano una giornalista. Ankara: “I negoziati non proseguiranno domani”

ll bombardamento che ha attaccato stamattina la città di Mykolaiv ha causato la morte di 7 persone e ne ha ferite 22. Sequestrati dalle truppe russe altri due sindaci ucraini, sono 11 dall'inizio del conflitto. Dopo i colloqui il petrolio scivola oltre il 4%. Ankara fa sapere che i colloqui non proseguiranno né stasera né domani.

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Mentre i delegati di Mosca e Kiev si lasciano andare a dichiarazioni post negoziato, sale il bilancio delle anime innocenti che continuano a perdere la vita sotto la tempesta di missili russi. Il bombardamento che ha attaccato stamattina la città di Mykolaiv, radendo al suolo il maestoso edificio amministrativo regionale di nove piani, ha causato la morte di 7 persone e ne ha ferite 22. Si continua a scavare e probabilmente il numero delle vittime è sensibilmente più alto. Intanto due battaglioni russi e gruppi tattici sono stati colpiti negli scontri nei pressi di Kharkiv, uccidendo il colonnello Denis Kurilo della 200esima brigata di fucilieri a motore. Secondo quanto riferito dallo Sato maggiore di Kiev, questo gruppo armato di Mosca ha perso dall’inizio del conflitto ben oltre 1500 soldati.

In parallelo alla guerra sul fronte bellico e diplomatico, prosegue la durissima battaglia alla libertà di stampa. È stata arrestata dalle forze armate russe Iryna Dubchenko, giornalista dell’Agenzia di stampa ucraina Unian. A darne notizia è la stessa agenzia che ha inoltre spiegato che la donna è stata fermata a Rozivka, villaggio nella regione di Zaporizhia. La corrispondente sembrerebbe sia stata trasferita a Donetsk per ulteriori accertamenti e l’ultimo contatto risale al 26 marzo, giorno in cui ha sentito sua sorella Oleksandra Dubchenko. Tra le vittime di questo assurdo conflitto c’è anche l’ex capitano della nazionale ucraina di pallanuoto Yevhen Obedinsky, morto mentre combatteva per difendere Mariupol. A riportarlo sono alcuni media internazionali. La sua dipartita si aggiunge ai tanti campioni sportivi che stanno perdendo la vita negli scontri, da Yegor Birkun, stella delle arti marziali, al vogatore Ivan Shchokin e alla promessa 11enne della ginnastica ritmica Kateryna Dyachenko.

Kiev: altri 2 sindaci rapiti, 11 dall’inizio della guerra

Le truppe di Putin si stanno accanendo anche nei confronti delle amministrazioni comunali delle città ucraine, rapendo sindaci fin dall’inizio del conflitto. Gli ultimi due primi cittadini sequestrati sono Oleksandr Shapolvalov e Prystan Oleksandr Babych, rispettivamente dei comuni di Beryslav e di Hola. Lo ha scritto su Telegram il sindaco di Kiev Vitali Klitschko avvertendo che “i russi continuano a fare cose atroci nei territori temporaneamente occupati con omicidi, rapimenti e torture”. Dall’inizio della guerra sono stati rapiti 11 sindaci e altri 8 rappresentanti comunali“, aggiunge il primo cittadino della capitale.

Ankara: “Negoziati Istanbul conclusi oggi, colloqui non proseguono domani”

Intanto i colloqui di pace di Istanbul, che inizialmente si era detto sarebbero ripresi stasera, sembra non siano nemmeno attesi per domani. La notizia è stata diffusa da un portavoce del ministero degli Esteri turco citato dall’agenzia di stampa tedesca Dpa.

Il petrolio scivola oltre il 4% dopo il negoziato

In caduta libera il petrolio subito dopo l’iniziale esito del negoziato tra le delegazioni di Kiev e Mosca a Istanbul. Dopo l’altalena di percentuali che c’è stata durante la mattinata, il Wti segna un calo del 4% a 101 dollari al barile, mentre il Brent lascia sul campo il 3,5% a 109,03 dollari al barile. Inoltre giunge la notizia di un embargo tedesco contro l’importazione di petrolio, gas e carbone russi. Probabilmente se la Russia confermerà lo stop dell’export si arriverà a un calo del PIL tedesco del 3% nei prossimi 18 mesi. Questi dati sono frutto di una stima condotta dal DIW, Istituto tedesco di ricerca economica a Berlino. “Le conseguenze di uno stop del flusso energetico dalla Russia alla Germania potranno però essere molto gravi soprattutto per la Russia. La vendita di una parte delle sue fonti energetiche al mercato cinese potrebbe infatti avvenire solo con grandi sconti. Per questo un embargo avrebbe comunque il potenziale di destabilizzare l’economia russa ed esercitare pressione sul governo russo per fermare la sua guerra di sterminio contro l’Ucraina”, ha spiegato il DIW.

Rublo sale del 10% dopo i colloqui. Il dato più alto da inizio guerra

La moneta russa registra il dato più alto del 10% rispetto ai livelli registrati a fine febbraio, frutto probabilmente degli importanti progressi riportati dopo il colloquio sul suolo turco tra Kiev e Mosca. Il rublo avanza precisamente del 10,2% a 85,64 rubli per dollaro. La valuta europea, che è stata in calo per molte settimane è in aumento dell’1,38% a 1,1130 dollari.

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