mercoledì, 18 Maggio 2022

L’assenza di Politica denunciata in diretta nazionale. Cosa ci suggeriscono le parole di Emma Bonino

La senatrice Emma Bonino lancia l'allarme in collegamento con la giornalista Bianca Berlinguer e induce alla riflessione. La Politica latita.

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“Maggioranza sfracellata”. Queste le parole di Emma Bonino durante la trasmissione #cartabianca condotta da Bianca Berlinguer. E mentre ci accingevamo a scrivere, durante la riflesione venivamo abbattuti da un senso di sconforto. “Maggioranza sfracellata”. Ma sapete cosa significa una dichiarazione del genere proferita da una Donna delle e nelle Istituzioni? Ci stiamo soffermando sulla senatrice che dall’area di Azione e di Italia Viva qualcuno avrebbe visto al Quirinale. Da gentildonna, ha declinato l’invito: “Ringrazio tutti quelli che pensano a me, da Roberto Saviano a Carlo Calenda, a tutti i militanti che mi scrivono… Ma credo proprio che il mio momento fosse anni fa. Certo, io mi candidai pubblicamente: penso che altri lo potrebbero fare oggi”. Da quell’area, invero, alcuni hanno proposto anche la ministra della Giustizia Marta Cartabia a Presidente della Repubblica. Questo, di là delle opinioni personali, marca la differenza tra chi propone “una donna a caso al Quirinale” e chi, invece, propone quale “donna al Quirinale”. I signori Calenda e Renzi potranno stare antipatici a tanti, tantissimi, ma almeno giocano a carte scoperte: da spregiudicati.

“Maggioranza sfracellata”. Ma come! Abbiamo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da mandare avanti – e chi meglio di Draghi può condurlo in porto –, il Financial Times già ci ammonisce sull’ascesa di Draghi al Colle, il picco della pandemia non è ancora arrivato, l’Esecutivo sta lavorando contro il caro-bollette, e in Italia esiste una “maggioranza sfracellata”? A buon conto, di là delle incombenze del Governo, l’elezione del Capo dello Stato dovrebbe unire, non “sfracellare”; dovrebbe essere l’acme della politica, tout court: la Politica. Qualcuno si starà spazientendo: “Il Financial Times non può guardare in casa propria?”. No, poiché se davvero Draghi diventasse Capo dello Stato dovrebbe dimettersi presso sé stesso e nominare un altro Presidente del Consiglio. Solo l’estro italico può volare così in alto. Pertanto l’affare s’ingrossa. D’accordo: “San Draghi” al Colle, e poi? Ma almeno dal centrosinistra avanzino una candidatura per il post-Draghi, eventualmente. Sì: dal centrosinistra, in quanto il Movimento 5 Stelle è il partito di maggioranza e, secondo i sondaggi, il Partito democratico sarà il più suffragato alle prossime elezioni politiche. E se qualcuno stesse tramando per anticipare il voto? Insomma, le stanze dei bottoni di Draghi – o l’Italia, come preferite – trattate alla stregua di un governo balneare. Quasi quasi non ci facciamo non uno shampoo, come cantava quello, ma un tuffo nel mare d’inverno.

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