lunedì, 27 Settembre 2021

Crocifisso in aula, la Cassazione: “Averlo in classe non è un atto discriminatorio”

Non è stata accolta la richiesta di risarcimento danni formulata da un docente in quanto la sua libertà di espressione e di insegnamento non sono state affatto condizionate dalla "presenza" del simbolo religioso. 

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“L’affissione del crocifisso, al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo, non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione” – così la Cassazione spiega la sua sentenza depositata oggi riguardo l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Avere il crocifisso in aula non è affatto un “atto discriminatorio” e di conseguenza il docente, anche se contrario, non ha potere di veto sulla decisione. Sarà la scuola a trovare una soluzione, tenendo conto anche del punto di vista dell’insegnante.

Per questo motivo non è stata accolta la richiesta di risarcimento danni formulata da un docente – che rivendicava il desiderio di far lezione senza il crocifisso appeso alla parete – in quanto la sua libertà di espressione e di insegnamento non sono state affatto condizionate dalla “presenza” del simbolo religioso.

La Corte di Cassazione ha affermato che la disposizione del regolamento degli anni Venti del secolo scorso, che tuttora disciplina la materia, mancando una legge del Parlamento, è suscettibile di essere interpretata in senso conforme alla Costituzione. Quello che può fare la scuola è aggiungere, in aula, simboli di altre confessioni presenti in classe, sempre ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi.

Durante la sentenza, le Sezioni Unite hanno comunque constatato che la circolare del dirigente scolastico, consistente nel puro e semplice ordine di affissione del simbolo religioso, non è conforme al modello e al metodo di una comunità scolastica dialogante che ricerca una soluzione condivisa nel rispetto delle diverse sensibilità. Per questi motivi è andata a decadere la sanzione disciplinare inflitta al professore.

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