sabato, 25 Settembre 2021

Revenge porn, perizia di parte nella morte di Tiziana Cantone: “Non si è suicidata fu strangolata”

Il parere pro veritate firmato dal professor Mariano Cingolani, ordinario di Medicina Legale presso l'università di Macerata, che ha all'attivo la perizia nel caso di Meredith Kercher, parla di suicidio simulato.

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Forse aveva ragione mamma Maria Teresa; lei, a quel suicidio di sua figlia Tiziana Cantone, vittima di revenge porn, non ha mai creduto e si è battuta per far riaprire il caso. La svolta, o comunque l’elemento di novità che getta nuova luce su tutto il caso dei quella morte, arriva dal parere pro veritate firmato dal professor Mariano Cingolani, ordinario di Medicina Legale presso l’università di Macerata, che ha all’attivo la perizia nel caso di Meredith Kercher. Per Cingolani si tratterebbe di un impiccamento messo in atto per simulare il suicidio.

Il professore ha rilevato due solchi sul collo di Tiziana Cantone, che a suo dure sono dovuti a un episodio di strangolamento il primo e alla “messa inscena” il secondo, situato a pochi centimetri di distanza, ma soprattutto post mortem, sebbene di pochi minuti dopo il decesso. Sul mento della ragazza sarebbe poi presente un segno, forse lasciato dall’unghia dell’assassino mentre la strangolava con una pashmina, la stessa usata per simulare il suicidio.

La Procura di Napoli nord ha riaperto il caso, l’ipotesi d’accusa è omicidio volontario contro ignoti. Il parere chiesto dai consulenti della mamma di Tiziana, basato sulle fotografie scattate dalle Forze dell’Ordine sul corpo della donna, è destinato a finire nel fascicolo di indagine, nelle mani del pm Giovanni Corona.

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