mercoledì, 22 Settembre 2021

Vaccini anti HIV, tecnologia a mRna messaggero: Moderna da il via a sperimentazione

Le recenti scoperte tecnologiche in ambito vaccinale stanno portando alla sperimentazione clinica di due nuovi vaccini a mRna messaggero per combattere il virus HIV.

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Se è vero che non tutto ciò che è nefasto si riveli totalmente inutile e che anche da molte situazioni negative possa venir fuori qualcosa di molto buono, sembra che l’accelerazione prodotta dalla pandemia nei confronti della ricerca di vaccini contro il Sars-Cov-2 abbia prodotto dei frutti “inattesi”: che accadrebbe se si applicasse lo stesso principio utilizzato per realizzare i vaccini a mRna anti covid, per immunizzare contro il virus dell’HIV?

Questa la nuova pista di ricerca, con cui l’azienda Biotech Moderna ha deciso di dare ufficialmente il via ai test clinici dei primi due vaccini contro l’Hiv, basati proprio sulla stessa tecnologia da lei elaborata per i vaccini contro il Covid, e sviluppati assieme all’International AIDS Vaccine Initiative (Iavi) e la Bill and Melinda Gates Foundation.

Come affermato dal registro dei trial clinici dei National Institutes of Health (NIH) statunitensi, la fase 1 della sperimentazione prevederà l’inoculazione dei due vaccini mRna-1644 e mRna-1644v2-Core a 56 volontari sani tra i 18 e 50 anni, per valutarne la sicurezza e la capacità di indurre una risposta immunitaria efficace, concludendosi in primavera 2023.

Per capirne il funzionamento bisogna pensare proprio a quanto divulgato nel corso della campagna vaccinale contro il corona virus: l’introduzione di una parte di virus indebolito o inattivato alla base dei precedenti vaccini, infatti, non aveva funzionato; si tenterà, quindi, di sostituirli con un frammento di Rna messaggero, quello della proteina esterna al virus chiamata antigene, che permette al sistema immunitario dell’uomo di riconoscerlo come estraneo e di sviluppare una risposta immunitaria con la produzione di anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro contro l’HIV.

Se è vero che non è ancora possibile conoscere i risultati finali di questa sperimentazione, sicuramente le premesse sembrano essere le migliori affinché un’altra malattia importante e tremenda come l’AIDS possa essere un giorno sconfitta e debellata. Un giorno sempre meno lontano, se si pensa che l’antigene codificato dai vaccini a mRna, inoculato in una precedente sperimentazione con una tecnologia diversa da quella a mRna, sia riuscito a stimolare la produzione di linfociti B nel 97% dei partecipanti.

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