venerdì, 24 Settembre 2021

Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani: 25 milioni di vittime nel silenzio

È la giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani. Questo fenomeno è un reato che lede i diritti umani di donne, uomini e bambini e va combattuto.

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Oggi, 30 luglio 2021, è la Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani. La ricorrenza è stata istituita nel 2013 dalle Nazioni Unite, con l’obiettivo di portare l’attenzione su un tema importante, nonché reato grave che viola i diritti umani. È un tema di cui si parla e si conosce poco, nonostante sia un fenomeno che colpisce ogni anno migliaia di uomini, donne e bambini che cadono nelle mani dei trafficanti.

Sono da sempre numerose le indagini condotte dalle Istituzioni internazionali al riguardo. Secondo l’Ufficio Droghe e crimini delle Nazioni Unite, sono più di 25 milioni le vittime di tratta al mondo, di cui più di un terzo bambini. Anche l’Unicef, in un rapporto del 2020, ha confermato che un bambino su dieci nel mondo è vittima di sfruttamento minorile sul lavoro. L’Oil (Organizzazione Internazionale del lavoro) ha stimato che il traffico di persone frutti più di 150 miliardi di dollari all’anno, di cui 50 provenienti dallo sfruttamento del lavoro.

L’Unione Europea, cosciente della gravità del fenomeno, ha adottato una nuova strategia per il contrasto al traffico di esseri umani (2021-2025), incentrata sulla prevenzione del crimine, l’arresto dei trafficanti e la protezione delle vittime.

Purtroppo, questo fenomeno è presente anche in Italia, dove, tra il 2016 e il 2019, le vittime sono state principalmente oggetto di mantenimento in schiavitù o servitù (circa il 63% del totale), tratta di persone (circa 26% del totale) ed acquisto e alienazione di schiavi (10% del totale). Tra le vittime, i più colpiti sono i minorenni oggetto dei reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù (all’11% circa del totale), tratta di persone (oltre il 26% del totale) ed acquisto e alienazione di schiavi (il 29,5% circa del totale).

La recessione economica dovuta alla pandemia e la crisi sanitaria hanno di sicuro avuto un impatto negativo sulla povertà delle famiglie, creando un fattore di rischio per bambini e per adolescenti. La chiusura forzata delle scuole ed l’isolamento sociale dovuto alla diffusione del Covid-19 hanno aumentato di molto il rischio per gli under 18 di diventare vittime di tratta e di sfruttamento sessuale o lavorativo. L’educazione è un fattore protettivo importante, che può preservare da queste forme di sfruttamento.

 

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