mercoledì, 4 Agosto 2021

Suicida sotto un treno a 18 anni: dopo gli insulti omofobi s’indaga nella prostituzione minorile

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti non solo la pista degli episodi di omofobia, ora si indaga nel mondo della prostituzione minorile.

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Non sarebbero stati gli episodi di omofobia a spingere Orlando Merenda a togliersi la vita sotto un treno ma probabilmente dei ricatti subiti nel mondo della prostituzione.

Dopo aver ascoltato le testimonianze di amici e docenti, le indagini adesso si stanno concentrando sull’ipotesi che il giovane si trovasse, senza via d’uscita, in un giro di prostituzione minorile e che abbia posto fine alla sua vita per sfuggire a dei loschi individui.

Per confermare i sospetti, la Pm Alessandra Barbera sta analizzando le chat presenti nel telefono del ragazzo, che al momento del tragico evento aveva solo 18 anni. Tra le ipotesi tutte da verificare c’è anche quella per cui il ragazzo posa essere finito in un brutto giro già prima di diventare maggiorenne.

Il telefono oggetto di analisi è lo stesso con cui poche ore prima della morte, Merenda aveva chiamato sua madre in Calabria. “Sembrava sereno, ma quando mi ha detto ‘divertiti’ la sua voce era strana” aveva dichiarato la donna. Nell’ultimo periodo il ragazzo infatti aveva confessato alla madre di sentire spesso una pressione sul petto, causato forse da una condizione psicologica di forte stress.

Cosa era successo:

Torino, 18enne vittima di omofobia: si indaga per istigazione al suicidio

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