martedì, 18 Maggio 2021

Italia, indagine su nuove varianti covid

L'Istituto Superiore della Sanità avvia una ricerca sulle varianti Covid e la loro diffusione sul territorio nazionale: inglese, sudafricana, brasiliana e nigeriana.

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In Italia la ricerca sul covid si focalizza sull’analisi delle varianti del virus attualmente in circolazione. Quanto sono diffuse? In quali territori? Ma, soprattutto, quante sono? L’Istituto Superiore della Sanità indagherà su quella inglese e sudafricana, valutando anche la presenza delle nuove varianti, brasiliana e nigeriana. Lo stabilisce il documento diffuso oggi dal Ministero della Salute e firmato dal direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza.

Si legge nella circolare: “Al fine di stimare la diffusione delle varianti è stata disegnata un’indagine rapida coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con le Regioni e le Province autonome, e in particolare con i laboratori da queste ultime identificati”. La valutazione sarà condotta su campioni di prime infezioni notificati il 20 aprile 2021, che saranno analizzati tramite il sequenziamento genomico.

Si prevede di studiare la presenza e la diffusione delle varianti più temibili: quelle britannica (lineage B.1.1.7), brasiliana (P.1) e sudafricana (B.1.351) ma anche la nuova variante brasiliana (P.2) e la nigeriana (B.1.525), allo scopo di identificare, tra i campioni positivi, i possibili “casi di infezione riconducibili” alle stesse nel nostro Paese.

La circolare precisa che i campioni dovranno essere selezionati “in maniera casuale” fra i positivi, cercando di fornire indicazioni rappresentative dei differenti territori e delle fasce di età. Per questo, l’Italia è stata suddivisa in 4 macro-aree: Nord Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), Nord Est (Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), Sud e Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia)”.

“Tenendo conto del fatto che sul territorio circolano varianti con diverse prevalenze, si legge nell’allegato al documento, “si calcola che, con l’ampiezza campionaria scelta, sia possibile stimare prevalenze intorno a 1%, 10% o 50% con precisione rispettivamente intorno a 0,9%, 2,7% e 4,6% nelle 4 macro-aree considerate. Inoltre, seguendo il protocollo Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ndr) sul sequenziamento del Sars-CoV-2, con l’ampiezza campionaria scelta è possibile osservare in ogni macro-regione varianti che circolano fra lo 0,5% e il 1% con un livello di confidenza del 95%”.

L’indagine è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e realizzata in collaborazione con il ministero della Salute ed il supporto della Fondazione Bruno Kessler. Province autonome e Regioni dovranno inviare i dati entro le 12 del 29 aprile.

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