lunedì, 11 Dicembre 2023

Sciopero generale indetto il 17 novembre da CGIL e Uil: Salvini si oppone

Lo sciopero di venerdì 17 novembre, ufficializzato da CGIL e UIL incontra l'opposizione del Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

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Lo sciopero di venerdì 17 novembre, ufficializzato da CGIL e UIL, incontra l’opposizione del Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

Durante il corso dell’intera giornata, tutti i lavoratori, fra autisti di mezzi pubblici, lavoratori dipendenti e impiegati nell’igiene ambientale, saranno chiamati a sospendere le regolari attività, a turni di 8 ore, in segno di protesta contro la prossima applicazione della Manovra 2024 (qui potete leggerla per esteso: https://www.pmi.it/economia/lavoro/423517/legge-di-bilancio-2024-sintesi-misure.html

Salvini si oppone, sostenuto dalla Commissione di Garanzia, in quanto afferma che questo sciopero non ha i requisiti dello sciopero generale. I sindacati chiariscono che il trasporto aereo non verrà bloccato e lo sciopero non sarà esteso al personale di volo e di terra, inoltre il Corpo dei Vigili del Fuoco aderirà alla protesta solo per nella fascia oraria dalle 9 alle 13, per poi essere di nuovo disponibile in caso di emergenza. Per il resto, i sindacati confermano la “proclamazione dello sciopero generale e le sue modalità di svolgimento per la giornata del 17 novembre”.

“Non condividiamo la decisione assunta dalla Commissione di Garanzia. E’ solo un’interpretazione che mette in discussione nei fatti l’effettivo esercizio del diritto di sciopero, sancito dalla Costituzione a tutti i lavoratori”. Lo scontro diventa un testa a testa: le organizzazioni sindacali sono irremovibili. Il Garante, di comune accordo col Ministro, minaccia di mettere in atto sanzioni ad hoc nei confronti degli scioperanti non osservanti del richiamo.

Matteo Salvini tenta fino all’ultimo di far tornare i lavoratori ‘sulla retta via’, interpellandoli in un appello al buonsenso e sottolineando quanto ininfluente sarà, comunque, il cosiddetto atto politico. Nel tentativo di far trasparire un senso di giustizia sociale, finisce per sfociare in un finto buonismo: “Alcuni sindacalisti di sinistra venerdì vorrebbero lasciare a piedi 20 milioni di italiani, facendo saltare visite mediche, appuntamenti di lavoro, ore di scuola. Non glielo permetteremo, i cittadini non possono essere bloccati e danneggiati dal capriccio di qualche sindacalista che vuole farsi il weekend lungo”. Il leader CGIL, Maurizio Landini, di tutta risposta, interpella a sua volta Salvini ed il Garante: “Stanno solo cercando di non far parlare delle cose che non hanno fatto. Dovevano cambiare le pensioni, e le hanno peggiorate, dovevano aumentare i salari e invece stanno calando, dovevano affrontare l’evasione e invece fanno i condoni, dovevano tassare gli extra profitti e invece niente. E’ chiaro che stanno cercando di parlare d’altro e non delle debolezze e dell’incapacità che stanno dimostrando”

Riconferma dello sciopero nazionale che avrà luogo venerdì, intimando Salvini di non interferire con l’esercitazione di un diritto, pretendendo “rispetto per quei lavoratori che ci rimettono i soldi per migliorare il Paese”.

Il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri, rincara la dose, sottolineando quanto questa Commissione di Garanzia appaia come una commissione di garanzia del governo ed evidenziando una strategica collaborazione in comune accordo con Salvini.

Non tutti i sindacati, però, sono sulla stessa lunghezza d’onda. Luigi Sbarra, leader della Cisl, si astiene dalla partecipazione allo sciopero, ritenuto un’inutile pretesto per dar spazio a polemiche inconcludenti.

Nella serata di lunedì, Salvini continua la sua battaglia anti-sciopero: ‘Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma è altrettanto sacrosanto il diritto alla mobilità, al lavoro, alla salute, allo studio di 20 milioni di italiani che venerdì rischiano di rimanere a piedi e chiusi in casa”. Minaccia di intervenire lui stesso con delle contromisure per chi non rispetterà le regole, terminando con un’accusa mirata agli scioperanti : “…sarò io direttamente a imporre delle limitazioni orarie. Oltretutto uno sciopero che anche in questo caso cade di venerdì, come guarda caso il 90% degli scioperi che vengono convocati il lunedì, il venerdì o nei prefestivi. Non mi sembra rispettoso nei confronti dei lavoratori”

Il verdetto definitivo verrà comunicato al Garante in giornata.

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