domenica, 29 Gennaio 2023

Guerra in Ucraina, nuovi bombardamenti su Kherson: una vittima. Kuleba: “Unica opzione di Putin è la resa”

L'Ungheria ha dichiarato che non accetterà sanzioni contro Mosca che metteranno in pericolo le forniture del paese. La Nato e L'Unione Europea hanno firmato la terza dichiarazione di cooperazione per supportare l'Ucraina durante la guerra.

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Oltre ad aver attaccato la città di Nikopol, questa mattina 10 gennaio le Forze Armate russe hanno nuovamente bombardato la città di Kherson, dopo il raid di ieri, uccidendo una persona. A renderlo noto è stato il capo militare regionale Yaroslav Yanushevich: “Colpito questa mattina il distretto di Dnipro della città di Kherson. Purtroppo è morto un civile. Dopo meno di un’ora l’esercito russo ha bombardato nuovamente la città, ma non ci sono state altre vittime”.

Ungheria si oppone a sanzioni contro Mosca

Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri e del commercio estero ungherese Peter Szijjarto, durante una conferenza stampa con il ministro degli Esteri serbo, l‘Ungheria non voterà a favore delle sanzioni europee contro Mosca che potrebbero mettere in pericolo le forniture energetiche del suo paese. “Finora siamo riusciti a essere esclusi da determinate sanzioni al fine di garantire le forniture energetiche per la nostra popolazione. Osservo ancora una volta, per la guerra in Ucraina non è responsabile l’Ungheria, e non accettiamo di dover essere noi a pagare il prezzo di questa guerra” ha detto Szijjarto.

Per terminare il conflitto Putin accettare la sconfitta

Nel corso di una intervista rilasciata alla radio americana Npr, il ministro degli Affari Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha affermato che l’unica via di uscita di Putin dal conflitto è la resa: “Il presidente russo Vladimir Putin ha solo un’opzione nella guerra che ha intrapreso: la sconfitta, ma non vuole accettarla. La difficoltà e la tragedia di questo momento è che non vuole affrontare la realtà e cercare una via d’uscita, noi abbiamo fatto la nostra scelta. Combatteremo l’invasore finché potremo respirare”. Non è la prima volta che l’Ucraina rilascia questo tipo di affermazioni, infatti già lo scorso 13 dicembre, durante un episodio della serie Netflix di David Letterman, Zelensky aveva dichiarato che l’unico modo per far terminare il conflitto è la morte del presidente russo.

Nato e UE firmano terza dichiarazione di cooperazione

Dopo aver dichiarato la Russia uno stato terrorista lo scorso 21 novembre, nella giornata di oggi la Nato ha firmato assieme all’Unione Europea la terza dichiarazione di cooperazione per supportare l’Ucraina. Ad annunciarlo sono stati Jens Stoltenberg, segretario dell’alleanza, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen; il primo a parlare è stato Stoltenberg che ha dichiarato: “Putin vuole diffondere paura, ma non ci riuscirà. l’Unione europea supporta l’Ucraina e questa dichiarazione congiunta mira alla cooperazione tra Nato e Ue, aumentando parametri di sicurezza e progressi concreti. La nostra alleanza sarà portata al livello successivo di competizione, e proteggeremo il 96% dei cittadini europei”.

La parola è passata poi al presidente del consiglio UE: “Forti alleati creano forti alleanze. Stiamo rafforzando l’Unione europea e la Nato. Questo renderà più forte la nostra unità di fronte alle minacce con cui abbiamo a che fare e che sono state avviate dalla Russia”. Infine la Von der Leyen ha concluso dichiarando che l’obbiettivo comune è quello di collaborare con chi la pensa allo stesso modo: “L’autonomia strategica non si limita solo alla difesa, infatti il nostro obiettivo non è quello di non collaborare, ma di collaborare con partner che la pensano al nostro stesso modo. L’Unione europea farà di tutto per proteggere il suo popolo, e saranno estese sanzioni alla Bielorussia e all’Iran e a tutti coloro che sostengono la guerra russa. L’assistenza all’Ucraina continuerà e l’Ue si coordinerà su equipaggiamento militare e la difesa”

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