domenica, 29 Gennaio 2023

Emergenza migranti, via libera al “Decreto Ong”: nuove regole per i soccorsi in mare multe fino a 50mila euro

Il Governo ha approvato il Decreto circa la limitazione dell'attività svolta dalle Ong che si interessano dei soccorsi in mare. Stop alle "operazioni plurime", consentito solo un salvataggio alla volta; previste sanzioni dai 10mila ai 50mila euro per chi non rispetterà le nuove regole.

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Il Governo ha approvato il Decreto circa la limitazione dell’attività svolta dalle Ong che si interessano dei soccorsi in mare. Secondo quanto si legge dal Decreto, “le disposizioni mirano a contemperare l’esigenza di assicurare l’incolumità delle persone recuperate in mare, nel rispetto delle norme di diritto internazionale e nazionale in materia, con quella di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica“. Tuttavia, come già esposto in precedenza dalla premier Giorgia Meloni e da Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, le organizzazioni umanitarie dovranno essere gestite da un apposito centro di coordinamento e potranno compiere solamente un salvataggio. Qualora si manifestasse la necessità di un nuovo soccorso, dovrà essere richiesta l’autorizzazione. Inoltre, tutte le imbarcazioni dovranno avere un certificato che specifichi i requisiti di idoneità tecnico-nautica alla sicurezza della navigazione. Per chi trasgredisce, multe fino ai 50mila euro oltre al sequestro dell’imbarcazione in questione.

La fase del soccorso

Le operazioni di soccorso devono essere tempestivamente iniziative volte ad acquisire le intenzioni di richiedere la protezione internazionale; chiedere all’Autorità Sar competente, nell’immediatezza dell’evento, l’assegnazione del porto di sbarco; raggiungere senza ritardo il porto di sbarco indicato per il completamento dell’intervento di soccorso; fornire alle autorità per la ricerca e il soccorso in mare italiane o, nel caso di assegnazione del porto di sbarco, alle autorità di pubblica sicurezza, la ricostruzione dettagliata delle fasi dell’operazione di soccorso effettuata“. È quanto si legge nel Decreto.

Stop alle operazioni plurime

Non saranno più consentite le cosiddette operazioni plurime, vale a dire più di un salvataggio. Qualora dovessero presentarsi nuove emergenze, “le operazioni successive alla prima devono essere effettuate in conformità agli obblighi di notifica e non devono compromettere l’obbligo di raggiungimento, senza ritardo, del porto di sbarco“. A ogni modo, tutte le persone a bordo dovranno essere informate della possibilità di richiedere la protezione internazionale nel territorio dell’Unione Europea.

Multe dai 10mila ai 50mila euro per chi trasgredisce

Qualora queste regole venissero trasgredite, “si applica al comandante della nave la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 10mila a 50mila euro“. Tuttavia, non sarebbero esclusi dalla multa anche l’armatore e il proprietario della nave. Oltre alla multa, si applica un fermo amministrativo dalla durata di un paio di mesi della nave usata per commettere la violazione. Il ricorso dovrà essere presentato entro 60 giorni al prefetto che avrà a disposizione almeno tre settimane per rispondere. In caso di reiterazione della violazione con l’utilizzo della medesima nave, scatta la confisca della nave con il sequestro cautelare. Le multe saranno applicate anche quando il comandante della nave o l’armatore non forniranno le informazioni richieste dalla competente autorità nazionale in riferimento alla ricerca e al soccorso in mare o qualora non si uniformasse alle indicazioni dell’autorità. Nel dettaglio, la sanzione amministrativa del pagamento oscillerà tra i 2mila a 10mila euro.

Agevolazioni per i lavoratori stranieri

Nel Decreto, inoltre, si accenna ad alcune agevolazioni per i lavoratori stranieri che entreranno in vigore dal prossimo anno. Nello specifico, qualora le istanze presentate nei tempi previsti non ricevessero alcuna risposta, la persona coinvolta non potrà essere penalizzata. “Il nulla osta è rilasciato in ogni caso qualora, nel termine indicato, non sono state acquisite dalla questura le informazioni relative agli elementi ostativi. Se alla fine dell’istruttoria sarà dimostrato che la persona non ha i requisiti, viene disposta la revoca del nulla osta e del visto, la risoluzione di diritto del contratto di soggiorno, la revoca del permesso di soggiorno“. È quanto si apprende in una nota del Decreto.

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