domenica, 27 Novembre 2022

Guerra in Ucraina, nuove bombe su Kherson: 10 morti 54 feriti. Zelensky chiede liberazione Crimea, Mosca: “Fuori discussione”

Dopo che ieri sono state riattivate alcune centrali nucleari nella zona di Kiev, questa mattina Ukrenergo ha annunciato che tutti gli impianti della capitale sono tornati operativi. La situazione energetica continua a migliorare ma il 50% delle case è senza elettricità. Il segretario generale della NATO ha ribadito che l'Ucraina entrerà nell'Alleanza Atlantica.

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Dopo i bombardamenti che hanno colpito e distrutto un ospedale a Zaporizhzhia nella notte, questa mattina 25 novembre le Forze Armate russe hanno nuovamente colpito la regione di Kherson causando 10 morti e 54 feriti. A riferire la notizia è stato il governatore dell’Oblast’ di Kherson, Yaroslav Yanushevych che ha dichiarato: “Oggi è un’altra pagina terribile nella storia della nostra città eroica”. Il bilancio iniziale era di 7 morti e 21 feriti, ma il governatore ha successivamente confermato altri morti in seguito ai 49 attacchi ieri che hanno colpito edifici residenziali, un cantiere navale, aree scolastiche e condotte del gas. I soldati russi poi hanno colpito anche le comunità di Zelenivka, Chornobaivka e Stepanivka, situate sulla riva occidentale del fiume Dnipro, da dove si sono ritirati all’inizio di novembre.

Riattivate tutte le centrali nucleari nella capitale

Nella giornata di ieri 24 novembre le centrali nucleari di Rivne, Pivdennoukrainska e di Khmelnytsky sono state ricollegate alla corrente dopo i bombardamenti russi, ma quest’oggi arriva la notizia che tutti gli impianti di Kiev sono stati riattivati. Ad annunciarlo è stato Volodymyr Kudrytskyi, amministratore delegato di Ukrenergo, che ha sottolineato come i dipendenti delle centrali elettriche sono pronti a ripristinare l’energia in caso di nuovi bombardamenti russi, invitando comunque i cittadini a risparmiare. Kudrytskyi ha poi parlato della possibilità di importare elettricità dall’Unione Europea per un massimo di 500 Megawatt: “L’unica cosa che serve è un meccanismo speciale per garantire queste importazioni perché il prezzo dell’elettricità in Europa è più alto”.

A Kiev torna l’acqua mentre mezza città resta al buio

Questa mattina il sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko, ha fatto il punto sulla situazione energetica della città, dichiarando che la fornitura d’acqua è tornata a pieno regime ma il 50% delle abitazioni sono ancora senza elettricità e solamente un terzo è raggiunta dal riscaldamento. Per quanto riguarda le comunicazioni mobili, il funzionamento dipende dall’alimentazione elettrica, che verrà fornita durante il giorno per 3 ore a tutti i consumatori, con una suddivisione in turni.

La Francia invia 100 generatori in Ucraina

La Francia ha inviato un totale di 100 generatori elettrici a sostegno di Kiev, come aiuto per affrontare le conseguenze degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Catherine Colonna, con un post pubblicato su Twitter: “Ricordiamo che gli attacchi alle infrastrutture civili sono crimini di guerra”.

Attivata difesa aerea russa in Crimea, tira e molla tra Mosca e Zelensky

Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass, questa mattina i sistemi antiaerei della città di Armyansk, in Crimea si sono attivati. La notizia è stata successivamente confermata dal capo dell’amministrazione locale, Vasily Telizhenko, con un post su Telegram: “Vi chiedo di mantenere la calma, il sistema di difesa aerea funziona”. Sulla questione Crimea è intervenuto il presidente ucraino Zelensky in una intervista rilasciata al Financial Times, in cui ha definito una perdita di tempo qualunque accordo che non preveda la liberazione del territorio: “Se qualcuno è pronto a offrirci un modo per liberare la Crimea non tramite mezzi militari sarò sicuramente favorevole, mentre chi teorizza un accordo che la definisce territorio della Federazione Russa non dovrebbe sprecare il suo tempo così”. Di diverso avviso è invece il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: “Quella ipotizzata da Zelensky sarebbe una alienazione di un territorio russo ed è fuori discussione. Tali dichiarazioni mostrano ancora una volta l’incapacità della parte ucraina di risolvere il problema con mezzi non militari”.

Stoltenberg: “Ucraina entrerà nella NATO”

Dopo la risoluzione approvata contro la Russia, definita Stato terrorista, lo scorso 21 novembre, durante la conferenza stampa di presentazione della riunione dell’Alleanza Atlantica, che si terrà a Bucarest il 29 e 30 novembre, Stoltenberg è tornato sulla questione dell’ingresso dell’Ucraina all’interno della NATO: “Abbiamo ribadito la decisione che abbiamo preso nel 2008, al vertice di Bucarest, che l’Ucraina diventi un membro della Nato. Quindi, ovviamente, il modo per contribuire a portare il paese verso l’adesione è lavorare con loro, sia con una collaborazione politica che con il sostegno pratico. Ed è esattamente quello che facciamo. Non da ultimo stiamo intensificando la nostra cooperazione pratica con Kiev sulla necessità immediata di supporto con abbigliamento invernale, generatori di carburante, per poter gestire le difficoltà durante il prossimo inverno”.

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