martedì, 28 Maggio 2024

Corea del Nord, allarme da Tokyo: “Lanciato altro missile avrebbe potuto raggiungere gli Stati Uniti”

Un missile è partito da una base vicina a Pyongyang, che continua a ribadire l'esigenza di effettuare i test. Si tratta di un vettore intercontinentale. Immediata la reazione USA: "Ferma condanna" si legge in un comunicato del portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza statunitense.

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Questa volta l’avvertimento da parte di Tokyo sulle capacità missilistiche della Corea del Nord fa veramente paura. Da Pyongyang è partito questa mattina, 18 novembre, l’ennesimo razzo verso le acque del Giappone; sarebbe caduto ad ovest dell’isola di Oshima-Oshima, nella prefettura di Hokkaido. “Il missile avrebbe potuto raggiungere gli Stati Uniti, era in grado di volare fino a 15mila chilometri” ha dichiarato il ministro della difesa nipponico, Yasukazu Hamada. Soltanto nella giornata di ieri, 17 novembre, era stato lanciato l’ennesimo missile balistico nel mare del Giappone. Quello partito stamattina da una base vicina a Pyongyang, che continua a ribadire l’esigenza di effettuare i test, è un vettore intercontinentale. Immediata la reazione USA: “Ferma condanna” si legge in un comunicato del portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza statunitense.

Le reazioni di Tokyo e Washington

Gli Stati Uniti, informati dell’accaduto, condannano con fermezza le azioni di Pyongyang che, negli ultimi sei mesi, avrebbe violato ripetutamente le risoluzioni Onu: “Questo lancio è una sfacciata violazione delle numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e aumenta inutilmente le tensioni rischiando di destabilizzare la sicurezza della regione“. Anche il premier giapponese Fumio Kishida, impegnato nel forum Apec a Bagkok, ha sottolineato l’abuso delle azioni militari da parte della Corea del Nord: “Assolutamente inaccettabile” ha detto Kishida, “il missile è caduto nella nostra zona economica esclusiva“. Nel mentre, anche Seul, si espone chiedendo ulteriori misure per arginare le azioni dei nordcoreani: “Attuare attivamente misure per rafforzare la deterrenza estesa, come concordato con gli USA” è la richiesta del presidente della Corea del Sud, Yoon Suk-yeol.

La deterrenza estesa ed il preoccupante avviso di un docente USA

Nella giornata di ieri il ministro degli Esteri nordcoreano, Choe Son Hui, aveva promesso azioni militari più feroci in reazione ai tentativi da parte degli Stati Uniti di consolidare la propria influenza nella regione. Da Pyongyang sono arrivate in merito alla questione parole cariche di tensione: “Azzardo di cui Washington si pentirà“. Secondo alcuni media statali nordcoreani, il ministro Choe avrebbe condannato il vertice trilaterale tra USA, Corea del Sud e Giappone, avvenuto domenica 13 novembre; i tre Paesi hanno criticato le azioni della Corea del Nord nel mare di competenza nipponica ed hanno rimarcato l’esigenza di una deterrenza estesa, la quale starebbe facendo storcere il naso a Pyongyang. Ci sarebbe il rischio di un attacco nucleare secondo l’analisi di Leif-Eric Easley, docente di studi internazionali alla Ewha Womans University di Seul. L’esperto, intervistato dalla Cnn, avrebbe affermato che la Corea del Nord “si sta impegnando per interrompere la cooperazione internazionale, intensificando le tensioni militari per mostrare che ha la capacità di tenere le città americane sotto il rischio di un attacco nucleare“.

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