domenica, 27 Novembre 2022

Guerra in Ucraina, Germania: “Nord Stream forse mai più utilizzabile”. Usa: “Americani lasciate la Russia immediatamente”

Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che in tutta la Russia - compresa Rostov, la Crimea e Kalinigrad - è cominciato l'addestramento dei riservisti arruolati nella mobilitazione parziale. Il cancelliere tedesco Scholz si è detto "favorevole a offrire protezione agli obiettori di guerra". Ursula von der Leyen: "Nuove sanzioni alla Federazione da oltre 7 miliardi di euro".

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I referendum per l’annessione del Donbass alla Russia si sono conclusi oggi, 28 settembre, e le potenze mondiali temono che il conflitto possa aggravarsi proprio a seguito degli esiti del voto. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ribadisce di essere disponibile a mediare tra Mosca e Kiev per dissipare la complessa situazione nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il leader di Ankara ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky in cui ha espresso le sue forti preoccupazioni in merito all’eventuale annessione del Donbass alla Federazione, in quanto renderebbero più difficili i dialoghi tra i due Paesi in guerra.

Intanto il capo dell’amministrazione militare-civile della regione di Zaporizhzhia, Yevgeny Balitsky, ha controfirmato oggi un documento indirizzato a Putin in cui viene sottolineato come la popolazione abbia scelto alle urne “di abbandonare i valori a loro estranei e di ricongiungersi con la loro terra natale: la Russia”. Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che in tutta la Federazione – compresa la regione di Rostov lungo il confine ucraino, la Crimea e Kalinigrad – è cominciato l’addestramento dei riservisti arruolati nella mobilitazione parziale voluta da Putin. per arruolare nuove truppe da inviare in Ucraina.

Kiev: “Solo lo 0,5% si è recato alle urne a Zaporizhzhia”

“Voglio ringraziarvi per la vostra posizione indomabile. Anche sotto l’oppressione del nemico, non avete partecipato a questa farsa e a questo finto referendum. Solo lo 0,5% ha partecipato a questa farsa“. Così si è espresso in un videomessaggio via Telegram il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov. Le autorità filorusse avevano già dichiarato un’affluenza alle urne nella regione dell’85,4% degli aventi diritto, pari a 541.093 votanti.

Ue: “Mosca pagherà a caro prezzo l’escalation”

“La Russia ha intensificato l’invasione dell’Ucraina a un nuovo livello. E siamo determinati a far pagare al Cremlino il prezzo di questa ulteriore escalation. Oggi proponiamo un nuovo pacchetto di sanzioni pungenti contro la Russia. Non accetteremo mai l’esito dei falsi referendum”. Così si è espressa la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. L’Unione europea ha già annunciato che “priverà la Russia di altri 7 miliardi di euro di entrate, attraverso l’estensione della lista di prodotti che non potranno più essere esportati verso la Russia, escludendo il complesso militare del Cremlino di tecnologie chiave, come articoli di aviazione, componenti elettroniche e sostanze chimiche specifiche”.

Usa: “Americani lasciate la Russia immediatamente”

Dopo la Bulgaria e la Polonia, anche gli Stati Uniti hanno invitato i loro concittadini a
a “lasciare la Russia immediatamente“, mediante “le limitate opzioni di trasporto commerciale disponibili”. Così si legge nel sito dell’ambasciata americana a Mosca, citata dall’agenzia di stampa Tass.

Cina accusa Russia: “L’integrità territoriale dei Paesi va rispettata”

“La Cina sulla questione dell’Ucraina è stata sempre chiara: abbiamo sempre sostenuto che l’integrità sovrana e territoriale di tutti i Paesi dovrebbe essere rispettata, come gli scopi e i principi della Carta dell’Onu”. Questo quanto affermato dal portavoce del ministro degli Esteri Wang Wenbin sottolineando che “le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere prese sul serio e dovrebbero essere sostenuti gli sforzi per una soluzione pacifica della crisi”.

Scholz: “Accoglieremo obiettori guerra russi”

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha spiegato di essere “favorevole ad offrire protezione” agli obiettori di guerra russi che hanno intenzione di abbandonare il territorio. “Ovviamente prima costoro dovranno sostenere una prova per la sicurezza, in modo che noi sappiamo chi facciamo entrare nel Paese”. Attualmente vi è in corso un esodo mai visto prima verso la Finlandia, la Georgia e il Kazakistan. La Germania per quanto riguarda le fughe di gas del Nord Stream 1 e 2 nel Mar Baltico ha affermato che i gasdotti potrebbero essere ormai stati resi inutilizzabili per sempre. Sono aperte le indagini degli alleati in merito allo sversamento di gas, per accertare se si tratti di un sabotaggio attuato da Mosca.

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