mercoledì, 5 Ottobre 2022

Letta e Salvini, dalla propaganda alla parodia della propaganda

Mancano 24 giorni al voto con cui gli italiani sceglieranno il post Draghi, Letta e Salvini se le suonano a suon di "scegli" contro "credo". Il prossimo passo sarà "vuoi più bene alla mamma o a papà".

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Meno 24 giorni al voto. Letta e Salvini se le suonano e noi ci soffermiamo sulla loro campagna elettorale. Ormai il segretario del PD si prende in giro e ha fatto discutere il suo tweet su guanciale e pancetta: “Scegli”. Già: perché “Scegli” è il motto col quale il noto Enrico (“stai sereno”) c’invita a stare di qui o di lì: “Con Putin” o “Con l’Europa”, “Più condoni per gli evasori” o “Meno tasse per chi lavora”, “Lavoro sottopagato” o “Salario minimo”, “No vax” o “Scienza e vaccini”. Terminiamo qui, altrimenti potremmo continuare con: “Vuoi più bene alla mamma” o “Vuoi più bene al papà”. E però, tornando seri, ci sembra di sentire l’eco del fascistissimo: “O con noi o contro di noi”. Inoltre potremmo pure aggiungere le nostre perplessità riguardo al manicheismo politico. Ma qui siamo nel campo delle idee e rispettiamo quelle altrui. Quelle altrui, invero, sono anche quelle di Salvini? Sì, a patto però che ci spieghi come si concili la croce indossata in collo (il Tau), con il voler ripristinare i suoi decreti sicurezza. Insomma, una sorta di “Sono cattolico, ma”. Il Tau significa volere il bene di qualcuno, non di certo “porti chiusi”. Del resto sarebbe bastato sapere che – dal Vangelo di Matteo – “ero forestiero e mi avete ospitato”.

Quanto a noi, invece, sicuramente non curiamo la propaganda né sapremmo come portarla avanti. Ma altrettanto sicuramente sappiamo che chiunque in grado di modificare le immagini, può creare infiniti manifesti col faccino di Letta. In due parole, dalla propaganda alla parodia della propaganda. Quanto al “Credo” di Salvini – ennesimo slogan del leghista –, crediamo che quel Matteo “da umile cristiano”, come si professa, dovrebbe tenersi lontano dalla ostentazione della religione (lo diciamo da atei). Tra l’altro rammentiamo quanto sa di vecchia politica. Chi non ricorda Luigi Di Maio mentre bacia la teca del sangue di san Gennaro? Infine, chiudiamo con le parole del Papa: “Dobbiamo mettere al centro gli abitanti delle periferie. Di tutte le periferie: fisiche ed esistenziali. Tra le quali ci sono molti migranti e rifugiati; sfollati e vittime della tratta”. Domenica 25 settembre non si celebreranno soltanto le elezioni, ma la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Noi sappiamo chi scegliere e in chi credere.

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