giovedì, 29 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, vasto incendio sul Mar d’Azov. A Mariupol primo tribunale militare filorusso

Da oggi, 11 luglio, è pienamente in vigore il divieto di importare carbone dalla Russia per gli Stati membri dell'Ue. Il nuovo embargo dovrebbe entrare in vigore alla fine dell'anno, a eccezione di alcuni Paesi particolarmente dipendenti dal greggio russo. Riprenderà presto il flusso di petrolio verso Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

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Da oggi, 11 luglio, è pienamente in vigore il divieto di importare carbone dalla Russia per gli Stati membri dell’Ue. Misura inclusa nel quinto pacchetto di sanzioni stabilito dall’Unione europea. Gli Stati membri avevano concordato un periodo di transizione di 12 giorni, per dare al settore industriale il tempo di adattarsi al bando sulle importazioni. Ad aprile, la Commissione europea aveva dichiarato che l’embargo sul carbone potrebbe costare alla Russia circa 8 miliardi di euro all’anno. Il bando del carbone è stata la prima sanzione da parte dell’Ue sulle forniture energetiche russe. In un successivo pacchetto, si è poi deciso di vietare le forniture petrolifere. Il nuovo embargo dovrebbe entrare in vigore alla fine dell’anno, a eccezione di alcuni Paesi particolarmente dipendenti dal greggio russo. Tra questi l’Ungheria, che potrà continuare a ricevere le forniture da Mosca.

A Mariupol il primo tribunale militare per prigionieri di guerra

Intanto, il primo tribunale militare filorusso per prigionieri di guerra nella repubblica del Donetsk potrebbe tenersi a Mariupol. Attualmente è in fase organizzativa, e sarà pronto per la fine dell’estate. “Siamo in fase di preparazione”, ha detto il responsabile filorusso, Denis Pushilin. “Il primo tribunale militare per crimini di guerra sorgerà, con ogni probabilità, a Mariupol. Sarà pronto entro la fine dell’estate”. Nel frattempo, un vasto incendio è divampato nella regione russa di Ejsk, sul Mar d’Azov. Immagini e video diffusi sui social media e geolocalizzati dalla CNN mostrano una colonna di fumo nero e una forte esplosione. L’agenzia di stampa russa Tass ha riferito di un incendio in un hangar su un’area vasta 550 metri quadrati, precisando che non ci sono vittime e che i servizi d’emergenza sono a lavoro.

Riprende il flusso di petrolio russo verso Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca

Riprenderà presto, dopo alcuni giorni d’interruzione, il flusso di petrolio russo verso Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Ad annunciarlo è Anton Molnar, portavoce della compagnia slovacca di raffinazione del petrolio, Slovnaft. “Russia e Ucraina hanno acconsentito a una proposta di compromesso. Il piano prevede che la compagnia di raffinazione ungherese Mol e la sua sussidiaria Slovnaft paghino, per il momento, le spese di transito del petrolio attraverso l’Ucraina. Slovanaft ha già effettuato il primo pagamento”, ha detto Molnar. Il flusso di petrolio si era interrotto il 4 agosto. Transneft aveva accusato l’Ucraina di aver bloccato le operazioni di pompaggio lungo il percorso per un problema di pagamenti legato alle sanzioni occidentali contro la Russia.

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