venerdì, 19 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, non c’è pace per il grano: nave Razoni investita dal maltempo. Kiev: “No concessioni territoriali o sovranità”

La nave Razoni, l'imbarcazione carica di cereali ucraini, partita ieri dal porto di Odessa arriverà stanotte o nelle prime ore di domattina a Istanbul per ispezioni, il ritardo è dovuto al maltempo. Kiev: "Non faremo concessioni in termini di indipendenza, integrità territoriale e sovranità".

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Il capo dell’ufficio della presidenza di Kiev, Andriy Yermak, ha dichiarato che l’Ucraina non farà mai concessioni in termini di indipendenza e integrità territoriale. L’imbarcazione carica di grano partita ieri dal porto di Odessa arriverà nella notte a Istanbul.

Kiev: “No concessioni territoriali o sovranità”

In un’intervista all’emittente pubblica giapponese Nhk, il capo dell’ufficio della presidenza di Kiev, Andriy Yermak, ha dichiarato: “In questa guerra non faremo mai concessioni in termini di indipendenza, integrità territoriale e sovranità”. Inoltre, ha aggiunto che i prossimi mesi saranno cruciali per le forze armate ucraine sul fronte di guerra. Infatti, un conflitto prolungato fino all’inverno potrebbe comportare una vittoria da parte delle truppe russe perché sarebbe più difficile per l’Ucraina riconquistare i propri territori.

Nave carica di cereali ucraini partita da Odessa arriverà stanotte a Istanbul

Ieri ha lasciato il porto di Odessa la prima nave carica di cereali ucraini pronti per essere esportati. Arriverà, però, solo stanotte a Istanbul a causa delle cattive condizioni atmosferiche, l’ha riferito il JCC-Joint Coordination Center di Istanbul. Il JCC è il centro creato proprio per occuparsi delle esportazioni di grano, ha visto la luce in seguito agli accordi firmati da Ucraina e Russia con Onu e Turchia lo scorso 22 luglio. Inoltre, ha reso noto che l’imbarcazione Razoni si sta muovendo lentamente e l’arrivo è previsto a Istanbul nella tarda serata di oggi o nelle prime ore di domani mattina, mercoledì 3 Agosto. Farà scalo a Istanbul, nonostante sia diretta in Libano, perché sarà sottoposta all’ispezione dei delegati delle nazioni firmatarie dell’accordo.

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