sabato, 20 Agosto 2022

Emergenza siccità, a Pavia chiusa la centrale di Palestro. Coldiretti Lombardia: “Mais trinciato scelta obbligata per salvare i raccolti”

Chiusa la centrale idroelettrica di Palestro nella provincia di Pavia a causa della mancanza di acqua: l'impianto faceva affidamento sul fiume Sesia che ha avuto un calo della portata per la scarsità di pioggia. Situazione critica nella Pianura Padana

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È stata chiusa nella giornata di venerdì 15 luglio la centrale idroelettrica Edison di Palestro nella provincia di Pavia. L’impianto elettrico era stato inaugurato a fine maggio scorso ma la sua produzione è stata fermata a causa dell’emergenza siccità. Alla realizzazione della struttura sul fiume Sesia hanno partecipato anche i cittadini della provincie di Pavia, Vercelli e Novara attraverso una campagna di finanziamento collettivo lanciata da Edison nel 2018. La centrale di Palestro fornisce circa 13 milioni di kilowatt all’anno per soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 4mila famiglie, risparmiando 6 mila tonnellate di CO2.

Per l’agricoltura sarebbero necessari 25 metri cubi d’acqua al secondo da destinare al Roggione di Sartirana, il canale artificiale che attraversa il territorio della Lomellina in Lombardia. Ma, al momento, la portata del fiume Sesia è scesa tra i 15 e 20 metri cubi al secondo a causa della scarsità di piogge nel territorio. Per questo non è possibile assicurare il giusto funzionamento dell’impianto idroelettrico.

Emergenza idrica nel Nord Italia

L’ emergenza siccità nella Pianura Padana sta mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico idi molte industrie e famiglie. Nel cuneo salino del Delta del Po si sarebbe verificata l’intrusione delle acque salmastre che hanno creato una nuova minaccia per la biodiversità del territorio. Anche l’area gestita dall’impianto di Acquevenete di Rovigo è a rischio. L’azienda sta utilizzando un dissalatore mobile nella centrale di Ponte Molo nel comune di Taglio di Po per diminuire la quantità di sale presente sulla superficie del fiume.

Lo stato di salute del Po

Sembra invece che il livello del Po, dopo essere calato drasticamente nei mesi scorsi, si sia assestato da qualche settimana. Sulla sponda destra del Po, nell’impianto Hera di Pontelagoscuro, vicino Ferrara, la portata del fiume si è stabilizzata a 219 metri cubi al secondo ma si trova ancora sopra il livello di “guardia”. “La richiesta dello stato di emergenza è stata accolta. Ciò consentirà di disporre finanziamenti per gli interventi più urgenti contro la grave siccità che stiamo vivendo. Mi auguro che sia forte l’attenzione per le esigenze dell’agricoltura” è quanto ha dichiarato il sindaco di Ferrara Alan Fabbri.

Mais trinciato per salvare il raccolto

Nelle campagne del Milanese, del Bresciano fino al Pavese e al Cremonese, gli agricoltori hanno iniziato a tagliare il mais con un mese di anticipo. Coldiretti Lombardia ha parlato della decisione di trinciare le piante non ancora mature come una scelta obbligata per evitare di far seccare il raccolto. Nelle campagne lombarde si stima un calo di circa un terzo delle produzioni di orzo, frumento e riso. Si ipotizza, invece, il 50% in meno nella coltivazione del foraggio. Ma la situazione resterà critica ancora per qualche settimana a causa dell’arrivo di una nuova ondata di caldo torrido. La crisi idrica del Nord Italia sarà tenuta sotto controllo grazie alla proclamazione dello stato di emergenza di Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia avvenuta martedì 5 luglio.

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