sabato, 2 Luglio 2022

Caro Gasolio, bloccato il porto di Ancona: prosegue lo sciopero dei pescatori

Continua la protesta da parte delle marinerie dell'Adriatico. I pescatori sono arrabbiati per il caro gasolio che ha ridotto al minimo i loro guadagni e chiedono ai commercianti di non acquistare pesce di importazione.

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Prosegue la protesta dei pescatori al porto di Ancona, con le marinerie che hanno dichiarato sciopero dal 23 maggio. Intorno alle 23 di domenica 29 maggio, tre tir carichi di pesce di importazione sono stati bloccati al porto del capoluogo marchigiano. Un blocco che è andato avanti per molte ore. Solo alle 4 di mattina è stato permesso agli autotrasportatori di scaricare dai mezzi il pescato proveniente dall’estero.

Le ragioni dello sciopero

Da ormai 7 giorni i pescatori di Ancona, ma in generale un po’ di tutta la costa adriatica sono in protesta. Un periodo critico, nel quale non sono mancati momenti di tensione, anche interni alla categoria. Il blocco dei tir è andato in scena in via Mattei, zona Zipa davanti al cantiere Crn. In mattinata è prevista una riunione per decidere il da farsi, ma l’intenzione è chiedere ai commercianti di non ordinare più pesce estero per l’intera durata dello sciopero. Le marinerie dell’Adriatico sono in sciopero dal 23 maggio per protestare contro i prezzi del gasolio alle stelle che hanno ridotto al lumicino i profitti di chi vive di pesca.

La rabbia dei pescatori

Non abbiamo avuto ancora nessuna risposta dal governo” spiegano, e la protesta monta e si fa più serrata. “Noi siamo in sciopero e i commercianti aumentano l’importazione di pesce, è ingiusto, chiediamo ai commercianti da adesso e per tutta la settimana in cui siamo fermi, di non far arrivare i bilici di pesce dall’estero”. Dal presidio accennano anche all’acquisto da parte dei commercianti di pesce importato: “Invece del pesce italiano, stanno acquistando pescato da Francia, Spagna, dalla Croazia e noi non riusciamo ad andare avanti a causa del costo del gasolio, praticamente triplicato in pochi mesi, siamo esasperati, abbiamo famiglie da sfamare“. I pescatori sono arrabbiati e annunciano che la protesta si farà ancora “più serrata“. Al porto di Ancona sono giunti pescatori anche da Pescara, San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche.

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