venerdì, 1 Luglio 2022

Cosenza, aggredito dallo zio perché gay: “Non vogliamo ricchioni nella nostra famiglia”

Il 16enne aveva deciso di legare una bandana arcobaleno sul suo zaino e uscire con le amiche. Durante il tragitto è stato fermato dallo zio che, insieme ad altri tre uomini, l'ha aggredito.

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Non vogliamo ricchioni nella nostra famiglia” e poi botte. É quanto successo ad un 16enne cosentino, aggredito dallo zio ed altri tre uomini, per la colpa di essere omosessuale. A rendere nota la vicenda, avvenuta il 17 maggio, (tra l’altro, giornata mondiale contro l’omofobia), è il presidente di Arci Cosenza, Silvio Cilento, con un post su Facebook. Dopo l’aggressione lo zio avrebbe accompagnato il nipote a casa per poi dirgli “ora muori a casa“. Come conseguenza, il ragazzo si è ritrovato con quattro costole rotte, il setto nasale deviato e diverse lesioni.

L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine. Nel post, Cilento, racconta la dinamica: “Il 17 maggio ha deciso di legare una bandana rainbow sul suo zaino e uscire con le sue amiche. Durante il tragitto viene fermato dallo zio paterno (avvisato dal papà). Lo zio parcheggia, si avvicina e gli sferra un primo schiaffo, che diventa poi un pugno e subito dopo un calcio, una serie di calci. Non contento lo zio chiama altri tre persone per aiutarlo. Siamo in provincia di Cosenza”.

“Condivido con voi tutte e tutti questo episodio – scrive ancora Cilento – solo per ricordarvi quanto è necessario e importante parlare di violenza di genere, di questioni LGBT, di identità di genere e di orientamenti sessuali. Per farvi capire quanto è necessario parlare del 17 maggio, di omofobia, transfobia e lesbofobia. Per darvi un buon motivo per scendere in piazza e partecipare, partecipare e partecipare alle iniziative di contrasto all’odio e alla violenza. Per darvi un motivo in più”.

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