domenica, 29 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, cadaveri di civili sotto le macerie e corpi di soldati per le strade. Fuggita dalla Russia membro delle Pussy Riot

Nella notte è scomparso a 88 anni il primo presidente dell'Ucraina indipendente, dal 1991 al 1994, Leonid Kravchuk. Secondo il New York Times, Masha Alekina, componente del gruppo punk Pussy Riot, è riuscita a fuggire dalla Russia recandosi in Lituania.

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“I russi hanno lasciato per strada i cadaveri dei loro soldati”. Lo riferisce su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv, Oleg Synegubov. “In città si assiste a delle scene raccapriccianti”, aggiunge. “Ci sono case, uffici e scuole distrutte. E ci sono cadaveri sparsi ovunque. Cadaveri di civili. Gli occupanti non hanno recuperato neppure quelli dei loro soldati, che sono disseminati in giro per le strade e gli edifici”. Synegubov ha sottolineato che, fino a questo momento, sono stati ritrovati ben 44 cadaveri di civili.

Morto a 88 anni Leonid Kravchuk, primo presidente dell’Ucraina indipendente

Nella notte, intanto, è scomparso a 88 anni il primo presidente dell’Ucraina indipendente, dal 1991 al 1994, Leonid Kravchuk. Esponente di spicco del Partito Comunista, la sua grande esperienza in ambito politico non riuscì a metterlo a riparo dallo scontento popolare. A suo sfavore giocarono l’inflazione galoppante e alcuni scandali legati alla corruzione per le privatizzazioni. Sua la decisione di disfarsi dell’arsenale nucleare sovietico presente in Ucraina. Il consigliere presidenziale, Anton Gerashchenko, lo ha elogiato su Twitter definendolo una figura storica che ha svolto un ruolo enorme nell’indipendenza pacifica del Paese.

Masha Alekina delle Pussy Riot è riuscita a fuggire dalla Russia

Secondo il New York Times, Masha Alekina, componente del gruppo punk Pussy Riot, è riuscita a fuggire dalla Russia. Celebre per aver imbastito una protesta contro Vladimir Putin nella Cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, la dissidente si sarebbe travestita da rider, in modo tale da non insospettire la polizia moscovita che sorvegliava l’appartamento dell’amica in cui alloggiava. Avrebbe, inoltre, lasciato in casa il cellulare per non essere rintracciata. Un amico l’avrebbe poi accompagnata al confine con la Bielorussia, dove avrebbe atteso una settimana prima di poter entrare in Lituania.

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