mercoledì, 25 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, corpi di soldati russi in discariche e su treni frigo. Onu: “Stupri, sparizioni e torture commessi da Kiev e Mosca”

A Kharkiv vi sono "decine di cadaveri russi abbandonati" in strada. Il consigliere del ministro degli Interni ucraino fa sapere che i corpi dei militari di Mosca sono "ammucchiati in sacchi su treni frigorifero". L'esercito di Putin ha sparato contro un'auto con due civili: uno ha perso la vita. Macron telefona a Xi Jinping: "Urgente fermare la guerra".

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Nei cieli e sul suolo ucraino non c’è alcun segnale di pace, né tregua. Mentre continuano incessanti gli attacchi dell’esercito di Mosca a Mariupol, presso l’acciaieria Azovstal, e nella città di Odessa, a Kharkiv vi sono “decine di cadaveri russi abbandonati” sul campo di battaglia. Lo ha affermato su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale Oleg Sinegubov, citato dall’agenzia Ukrinform. “Troviamo i loro corpi per le strade, nelle case, non sono stati nemmeno sepolti, li hanno lasciati nelle discariche. Quando si ritirano non prendono i corpi dei loro soldati. Ciò testimonia ancora una volta la loro etica, i principi e le regole di guerra”, ha detto Sinegubov. Alla sua denuncia si è unito Anton Gerashchenko, consigliere del ministro degli Interni ucraino, che ha citato su Twitter il servizio di Al Jazeera English in cui si parlava di migliaia di militari di Putin morti e “ammucchiati in sacchi su treni frigorifero”. “I russi si rifiutano di prenderli, così l’Ucraina potrebbe anche doverli seppellire a spese proprie”, ha aggiunto Gerashchenko.

Intanto ieri l’esercito della Federazione russa ha sparato contro un’auto che trasportava due civili presso il posto di blocco russo a Belogorye nella regione di Zaporizhzhia; a seguito dell’attacco è morto sul colpo il passeggero ed è rimasto ferito il conducente. Questa sarebbe l’ennesima dimostrazione di come Mosca stia violando continuamente le regole di guerra e gli accordi sui corridoi umanitari. La notizia è stata resa nota su Facebook dal procuratore regionale di Zaporozhzhia. Assieme al numero dei bombardamenti e delle vittime, sale esponenzialmente anche quello degli sfollati interni all’Ucraina. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) si è ormai oltre la soglia degli 8 milioni di persone, su ben più di 13 milioni che sono state costrette ad abbandonare le proprie terre e abitazioni.

Onu: “In Ucraina stupri, sparizioni e torture”

Matilda Bogner, capo della missione Onu per il monitoraggio sui diritti umani, dopo aver visitato 14 villaggi nelle regioni di Kiev e Chernhiv, ha detto a chiare lettere di aver raccolto molte testimonianze di stupri, nudità forzate e minacce di violenza sessuale. “Donne e ragazze sono le vittime citate più di frequente”, ha spiegato. Le Nazioni Unite hanno documentato 204 casi di sparizioni coatte dall’inizio dell’offensiva russa. Pare che si siano resi colpevoli di simili violenze anche i soldati di Kiev. “Abbiamo ricevuto informazioni credibili su torture, maltrattamenti e detenzioni illegali da parte delle forze armate ucraine dei prigionieri di guerra appartenenti alle forze armate russe e a gruppi armati affiliati”, ha aggiunto Bogner.

Macron a Xi Jinping: “Urgente fermare la guerra”

Nuovo giro di chiamate tra leader. Oggi il presidente Emmanuel Macron ed il suo omologo cinese Xi Jinping hanno avuto un colloquio telefonico. In una nota ufficiale rilasciata dall’Eliseo pare che entrambi abbiano “convenuto sull’urgenza di arrivare ad un cessate il fuoco“, ricordando “il loro legame al rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina”. I due presidenti hanno anche parlato del “rischio di crisi alimentare” a causa del blocco dei porti in Ucraina e della “risposta proposta dalla Francia con l’iniziativa Farm”.

Dall’inizio del conflitto moria di delfini nel Mar Nero

La brutalità della guerra porta morte e devastazione su più fronti, infliggendo colpi durissimi a interi ecosistemi. Il Guardian ha denunciato l’apocalittica situazione che si sta consumando nel Mar Nero: dall’inizio del conflitto decine di cetacei morti si stanno arenando sulle coste della Turchia e la Bulgaria. Le navi belliche e i combattimenti hanno spinto delfini e focene verso le rive turche e bulgare. Molti di questi mammiferi marini finiscono per restare intrappolati nelle reti da pesca, atri invece continuano a morire per cause non chiare, ma si ipotizza possa trattarsi di traumi acustici causati dai sonar delle imbarcazioni da guerra.

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