domenica, 29 Maggio 2022

Sri Lanka senza corrente cibo e acqua: proteste contro il Presidente. Il Paese sull’orlo del fallimento

Dall'insediamento dell'attuale presidente nel 2019, lo Sri Lanka sta vivendo la peggiore crisi economica degli ultimi 73 anni, con debiti di 4 miliardi, mancanza di cibo, elettricità, acqua, carburante e farmaci. In tutto il mondo i cingalesi protestano per chiedere le dimissioni di Gotabaya Rajapaksa.

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Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla situazione in Ucraina, altri Paesi nel pianeta stanno vivendo in condizioni di cui sfortunatamente quasi nessuno parla. Uno di questi è lo Sri Lanka. Le testimonianze che ci sono arrivate da chi nel Paese c’è stato o ci vive, hanno dell’incredibile e provocano una certa indignazione: una realtà da terzo mondo così distante da noi che sembra davvero impossibile. Durante i riti tradizionali di preparazione per un matrimonio, ad esempio, come la decorazione delle mani con l’henné, la sposa ha passato ore e ore senza corrente elettrica nell’abitazione, e questo è solo un piccolo esempio di ciò che accade laggiù. Il giorno più bello della vita trasformato in una sorta di incubo, denso di attesa e impotenza.

Dall’insediamento dell’attuale presidente, Gotabaya Rajapaksa, nel 2019, la situazione finanziaria ha subito un crollo verticale senza precedenti, provocando la peggior crisi economica degli ultimi 73 anni. La “ricchezza” dello Sri Lanka si è sempre basata sulla produzione ed esportazione di tè e riso, alimento fondamentale per la cucina locale, ma la presa di posizione del presidente sul non utilizzo di fertilizzanti chimici ha stroncato gravemente la coltivazione di questi due prodotti con una perdita economica di 425 milioni di dollari. Nei primi sei mesi di governo, la produzione del riso è calata del 20%, condizione che ha richiesto l’importazione di questo alimento per una spesa di circa 450 milioni di dollari.

Altra mossa che ha gravato ulteriormente sull’economia dello Sri Lanka è stato il taglio delle tasse. Rajapaksa ha ritenuto che, riducendo le imposte, la popolazione avrebbe avuto maggiore disponibilità monetaria e avrebbe quindi investito più soldi, facendo così girare l’economia del Paese. Sfortunatamente, le valutazioni del presidente si sono rivelate errate, portando a maggiori perdite finanziarie. Negli ultimi anni sono stati anche effettuati grossi lavori di urbanistica in tutto lo Sri Lanka, azione che ha portato il presidente a chiedere prestiti a Cina, India, Giappone e America, peggiorando ancora il debito pubblico. L’attacco terroristico avvenuto nella Pasqua del 2019 e la pandemia da Coronavirus hanno inciso notevolmente in negativo sull’unica fonte di introiti reali rimasta al Paese: il turismo.

Tra le manovre attuate per sopperire alle gravi carenze economiche, la banca centrale dello Sri Lanka ha stampato una maggiore quantità di soldi, più di 100 miliardi, facendo così perdere valore alla moneta locale, la rupia. Se a febbraio di quest’anno 1 euro equivaleva a 242 rupie, adesso ce ne vogliono 352. Il Fondo Monetario Internazionale aveva previsto il crollo finanziario, consigliando al governo di sospendere la stampa eccessiva di soldi e aumentare nuovamente le tasse, consigli che però non sono stati ascoltati. La riserva monetaria del Paese negli ultimi tre anni si è ridotta al punto di arrivare, a marzo 2022, a 1,9 miliardi di dollari, cifra assolutamente insufficiente per l’importazione di tutte le materie prime necessarie alla sopravvivenza. In tutto questo, c’è anche la scadenza imminente della restituzione dei prestiti: 4 miliardi di dollari entro luglio.

Il presidente ha trovato un’alternativa per cercare di far fronte alle importanti carenze economiche che investono il Paese, gravando tuttavia sulla popolazione. Dall’inizio del 2022, il governo ha iniziato a togliere l’elettricità all’interno delle abitazioni e delle attività commerciali 4 ore al giorno, per poi passare a 7 nel mese di marzo e a 10 ore nel mese di aprile, provocando ingenti danni a tutte le attività che necessitano di corrente per il mantenimento della propria merce. In alcune zone ha anche iniziato a togliere l’acqua nelle ore notturne. Vista la difficoltà economica per l’importazione del gas da utilizzare nelle cucine, più di mille attività hanno chiuso. Il problema finanziario investe anche il settore del carburante, che deve essere importato e dilazionato equamente tra la popolazione. Per riuscire a effettuare rifornimento, le persone sono rimaste in fila giorni interi presso le aree di servizio, dormendo all’interno delle vetture per non perdere il posto e creando tensioni e risse che spesso hanno richiesto l’intervento dei soldati. Durante queste interminabili attese, molte persone, per lo più ultra settantenni, hanno perso la vita a causa dell’aggressione da parte delle altre persone in fila oppure delle alte temperature climatiche, che hanno indebolito in maniera irreversibile i loro organismi già fragili.

L’impossibilità economica di importazione ha anche gravato sulla scuola: l’assenza di carta, un bene che non viene prodotto in loco, non ha permesso di svolgere gli esami semestrali il 28 marzo, ma ciò che rende ancora più tragica la situazione è la mancanza di farmaci. Se il governo non riesce a sanare il debito pubblico, il rischio di morte aumenta esponenzialmente, un po’ per la scarsa educazione sanitaria e soprattutto per l’assenza di medicinali salvavita, come nel caso del diabete. In Sri Lanka non esiste la cultura dell’adeguata alimentazione per gestire la patologia, oramai è diventata “sociale”, ma vige l’uso dell’insulina per tenerla sotto controllo. Nel momento in cui il farmaco viene a mancare, i pazienti subiscono danni irreversibili che spesso portano alla morte.

Fonte https://gohomegota.online/

Nelle ultime settimane il governo ha ufficialmente dichiarato di non riuscire a pagare i debiti e sta cercando di realizzare un piano dettagliato da proporre al FMI. Da quando Gotabaya Rajapaksa ha preso il posto del fratello alla guida dello Sri Lanka, la popolazione sta subendo una vera e propria escalation, sfociata in proteste per chiedere a gran voce le dimissioni del presidente. Nel momento in cui si è arrivati alle 10 ore quotidiane senza elettricità, con la vita delle persone ormai al limite, i cingalesi di tutto il mondo si sono riuniti per cambiare la direzione del governo sotto un unico slogan: “Go home Gota“, “Vai a casa Gota”.

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