domenica, 22 Maggio 2022

Corsa al pieno benzina, tra scioperi e guerra in Ucraina: italiani in preda alla psicosi da incetta

L'incertezza della guerra e gli scioperi contro il caro carburante scatenano la corsa agli approvvigionamenti.

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La gente è in fila per fare il pieno di carburante da questa mattina, quando ha tristemente appreso che una nuova guerra è scoppiata, quella tanto temuta tra Russia e Ucraina. Ma siamo in Italia e non in Ucraina dove migliaia di persone sono incolonnate con le proprie auto per uscire da Kiev prima che l’esercito russo arrivi anche lì.

L’Italia è al terzo giorno di scioperi degli autotrasportatori contro il caro carburante e questa mattina, con un quadro della situazione nazionale ed estera sempre più preoccupante, è scattata la psicosi da approvvigionamento, forse dettata anche dalla paura di una guerra cominciata troppo in fretta. Le stazioni di servizio sono state prese letteralmente d’assalto; con le proprie auto si sono recati a fare benzina in massa, lunghe file di automobili incolonnate pur di guadagnarsi il pieno.

Quali sono i timori

Gli scioperi, ancora in atto, rischiano di bloccare le produzioni delle imprese e mettere in ginocchio l’economia del Paese già sensibilmente provata dai continui rincari per la situazione pandemica e ora anche per la crisi ucraina.

Riguardo alla guerra, i cittadini europei erano già preoccupati del possibile intervento militare che avrebbe potuto coinvolgere gran parte d’Europa, questa mattina le preoccupazioni sono diventate reali. Il prezzo del gas potrebbe lievitare ulteriormente se la Russia decidesse di tagliare del tutto le forniture, ma gli italiani temono, oltre l’aumento delle bollette, anche che si interrompano del tutto le forniture di gas nel nostro Paese. 

Fanno male le immagini di un’Ucraina in fuga che si sveglia a suon di sirene e allarmi bomba. L’Italia, di contro, incredula e preoccupata si “prepara” ad un difficile periodo di austerity, incertezze e trattative.

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