venerdì, 20 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Putin non ferma l’attacco: Nato Usa e Ue guardano – VIDEO

Mattarella convoca il Consiglio superiore della Difesa. La Nato, intanto, annuncia il dispiegamento di ulteriori truppe verso est. La Cina si schiera con la Russia.

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Questa mattina, 24 febbraio, il mondo si è svegliato in guerra. Le truppe russe, alle prime luci dell’alba, hanno invaso Kiev, in risposta all’attacco sferrato dal governo ucraino alle province indipendentiste del Donbass. La motivazione ufficiale, per i russi, è appunto quella di difendere i separatisti. “Denazificare l’Ucraina”, ha definito l’obiettivo della sua operazione militare Vladimir Putin. Gli Stati Uniti, da parte loro, si sono detti pronti a sostenere l’Ucraina. Lo stesso ha fatto l’Unione Europea. La Nato, invece, ha espresso la ferma intenzione di sanzionare il Cremlino.

Gli avvenimenti della mattinata

La popolazione della capitale, dalle prime ore del giorno, ha iniziato ad abbandonare la città. Metropolitane ed autostrade si sono affollate di gente, nel disperato tentativo di fuggire o semplicemente di proteggersi dalle bombe. All’appello del presidente ucraino Zelensky di evitare i luoghi di lavoro, i civili hanno risposto rifugiandosi nei propri bunker.

Mentre i treni si stavano organizzando per trasferire la popolazione lontana dalle frontiere, l’esercito ucraino ha ricevuto l’ordine di colpire violentemente e danneggiare il più possibile quello russo, provocando la morte di 50 militari. I centri nevralgici della battaglia, durante la mattinata, sono stati: l’aeroporto di Lutsk, al confine con la Polonia, che è stato bombardato; la città portuale di Odessa, a sud dell’Ucraina, dove il bilancio è di 18 morti e vari dispersi; e l’isola dei serpenti, nel Mar Nero, sotto la stretta osservazione della Guardia di Frontiera ucraina.

Le reazioni dei leader e gli sviluppi sul fronte

In Italia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato, per le 16:30 di oggi, il Consiglio superiore della Difesa, cui farà seguito il discorso del premier Mario Draghi. Il primo ministro britannico Boris Jhonson, nel frattempo, ha richiesto un urgente incontro della Nato, che è previsto per la giornata di domani. Intorno alle 11, le truppe russe hanno preso il controllo della centrale idroelettrica di Kakhovskaya. Intanto, la Cina si è rifiutata di condannare la Russia. “Bisogna tenere conto delle legittime preoccupazioni del presidente russo”, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying, che ha poi ricordato la vendita di armi americane a Kiev. Il presidente della Duma di Stato Volodin ha invece fatto appello ai cittadini ucraini di non partecipare alla mobilitazione, e di chiedere ai loro cari che prestano servizio nelle forze armate di deporre le armi.

Alle 11:30, la milizia popolare della LPR ha lanciato una controffensiva per tentare di liberare i territori del Donbass occupati dall’esercito ucraino. “I nostri soldati stanno sparando esclusivamente contro le infrastrutture militari e l’equipaggiamento delle forze armate ucraine. Non spariamo ad obiettivi pacifici”, ha detto il tenente colonnello russo Andrey Marochko. Un quarto d’ora più tardi è stata registrata un’ennesima forte esplosione a Kiev. Intanto, le marine russe e i gruppi di forze speciali hanno da poco preso il controllo dei ponti principali nella località di Kherson. Secondo quanto riportato dalle nostre fonti, l’esercito ucraino, attualmente, sta venendo sconfitto su tutti i fronti.

A pagare dazio, ovviamente, è buona parte della popolazione civile. Mentre un missile russo ha colpito un magazzino nella città di Odessa, infatti, due navi mercantili russe sono state sottoposte ad un attacco missilistico da parte delle forze armate ucraine nel Mar d’Azov, che hanno provocato diversi feriti. La Nato, intanto, ha dichiarato che dispiegherà ulteriori truppe verso est. La situazione rimane drammatica e in costante aggiornamento.

 

 

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